Farmacia dei servizi. Mnlf/Culpi, Fedefardis e Unifatisp: “Serve cambiamento radicale professione”

Farmacia dei servizi. Mnlf/Culpi, Fedefardis e Unifatisp: “Serve cambiamento radicale professione”

Farmacia dei servizi. Mnlf/Culpi, Fedefardis e Unifatisp: “Serve cambiamento radicale professione”
Affinché la nuova farmacia dei servizi possa funzionare ed essere un reale supporto alla popolazione, spiegano, "è necessario un radicale cambiamento nel settore, poiché i farmacisti stessi dovranno erogare e gestire questi nuovi servizi. Il farmacista dovrà essere il centro di questo progetto, ma per esserlo si dovranno liberare le energie inespresse e fondare il tutto su un concetto meritocratico. Si dovrà liberare la professione di farmacista".

Negli ultimi tempi si discute molto della trasformazione delle farmacie in veri e propri ambulatori, dove poter effettuare analisi di vario genere in regime convenzionato con il Ssn. Le associazioni dei farmacisti titolari di parafarmacia (Mnlf/Culpi, Fedefardis e Unifatisp) esprimono un parere positivo sulla “farmacia dei servizi”. Ritengono che, una volta radicata capillarmente sul territorio, essa “possa fornire un valido supporto alla cittadinanza per eseguire esami e prenotazioni per via telematica”.

Tuttavia, affinché la nuova farmacia dei servizi possa funzionare ed essere un reale supporto alla popolazione, “è necessario un radicale cambiamento nel settore, poiché i farmacisti stessi dovranno erogare e gestire questi nuovi servizi. Il farmacista dovrà essere il centro di questo progetto, ma per esserlo si dovranno liberare le energie inespresse e fondare il tutto su un concetto meritocratico. Per far funzionare la farmacia dei servizi si dovrà innanzitutto liberare la professione di farmacista”, spiegano in una nota congiunta.

“Il sistema chiuso ed ereditario di titolarità di una farmacia privata non può garantire una gestione meritocratica adeguata ad affrontare le nuove sfide poste dalla farmacia dei servizi. Sistema ulteriormente menomato dal fatto che i concorsi per l’assegnazione di nuove sedi non si svolgono da 11 anni. Ad oggi mancano migliaia di sedi farmaceutiche sul territorio, non assegnate nell’ultimo concorso del 2012. Inoltre, solo una piccola percentuale delle farmacie esegue i servizi richiesti, e la carenza cronica di personale impedisce a molte di fornire tali servizi. Per creare una farmacia dei servizi efficiente e capillare, è necessario liberalizzare il settore, favorendo l’apertura di nuove sedi. Un sistema simile a quello tedesco, dove le farmacie, gestite da farmacisti, fatturano il triplo rispetto a quelle italiane, assumono il doppio dei farmacisti e offrono stipendi tre volte maggiori (fonte: Mediobanca 2022)”.

Questi i vantaggi della liberalizzazione secondo Mnlf/Culpi, Fedefardis e Unifatisp:
– Garanzia della capillarità dei servizi: punto di forza per preferire la farmacia come hub sanitario rispetto ad altre strutture.
– Meritocrazia: Permetterebbe ai farmacisti più competenti di emergere, migliorando la qualità complessiva dei servizi offerti e riducendo i costi per la popolazione.
– Opportunità per i giovani: la liberalizzazione delle aperture comporterebbe maggiori opportunità di carriera per i giovani, che attualmente, non ritengono più attrattiva la professione e non s’iscrivono alle Facoltà di Farmacia.
– Innovazione e crescita: liberalizzare il settore stimolerebbe l’innovazione e la crescita, rendendo il sistema farmaceutico più dinamico e competitivo.

“Di pari passo con tali cambiamenti anche l’Università dovrà adeguare la propria proposta formativa modificando i programmi senza però snaturare la formazione di base. Nondimeno, consapevoli che la politica italiana fatica a portare avanti riforme per liberalizzare settori come quello delle farmacie, sarebbe opportuno dare almeno la possibilità ai farmacisti titolari di parafarmacia, già radicati sul territorio e collegati telematicamente al sistema sanitario nazionale, di diventare fornitori di questi servizi in maniera privata e a costo zero per lo Stato, allargando la base dell’offerta.
In sintesi, la liberalizzazione e la meritocrazia della professione sono i principi fondamentali per trasformare i nuovi servizi allestiti dal farmacista in un pilastro efficace e sostenibile del sistema sanitario italiano, offrendo nuove opportunità ai giovani e migliorando la qualità delle prestazioni”, conclude la nota.

12 Giugno 2024

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