Farmacie private. Rinnovo contratto: “grave rottura” tra Federfarma e sindacati

Farmacie private. Rinnovo contratto: “grave rottura” tra Federfarma e sindacati

Farmacie private. Rinnovo contratto: “grave rottura” tra Federfarma e sindacati
Federfarma “non ha saputo far altro che una proposta economica che risulta insufficiente, non dignitosa e quasi provocatoria”. Questa la denuncia delle organizzazioni sindacali Fisascat Cisl, Flcams Cgil e Uiltucs Uil, rappresentative dei quasi 32.000 dipendenti delle farmacie private, che dichiarano “una grave rottura” al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto e proclamano lo “stato di agitazione”.

Si è concluso “con una grave rottura delle trattative” l’incontro di ieri tra Federfarma e le organizzazioni sindacali dei dipendenti delle farmacie private per il rinnovo del CCNL. “Dopo 20 mesi dalla scadenza del contratto – denunciano i sindacati – Federfarma non ha saputo far altro che una proposta economica che risulta insufficiente, non dignitosa e quasi provocatoria” offrendo, “dopo aver di fatto detto ‘no’ a tutte le richieste normative ed economiche presentate da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil” 90.00 euro lordi al primo livello ed una "una tantum" di 800,00 euro in tre tranches a copertura del triennio 2010-2013,
Una proposta che, affermano i tre sindacati, “arriva dopo tanto tempo e che non risponde alle legittime aspettative dei lavoratori – circa 32 mila – che quotidianamente esprimono una altissima professionalità, operando nel presidio territoriale sanitario e in un settore molto delicato quale la dispensazione finale del farmaco”.
“Particolarmente inopportuna – secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil – la decisione della delegazione trattante di Federfarma di non consentire alcuna apertura sul welfare contrattuale (previdenza complementare ed assistenza sanitaria integrativa)”. Temi “fondamentali” su cui Federfarma “si era formalmente impegnata già dal precedente faticoso rinnovo e che senza ragioni plausibili ha disatteso clamorosamente.  no – aggiunge la nota dei sindacati – si vanno ad aggiungere alla non volontà di investire sulla formazione, alla indisponibilità a valorizzare le professionalità intervenendo sulla classificazione del personale, ormai obsoleta rispetto alla evoluzione del servizio della farmacia ed alla insensibilità verso le tante lavoratrici madri, negando il diritto al part-time post maternità”.
Le organizzazioni sindacali dicono di aver agito, da parte lora, con disponibilità in questi mesi di trattativa cercando soluzioni che potessero agevolare la chiusura del negoziato. Ma “in risposta Federfarma – denunciano ancora – ha annunciato che procederà unilateralmente ad elargire il primo dei “caritatevoli” aumenti 50,00 euro lordi dal mese di ottobre 2011. I farmacisti pertanto meritano ed avranno, secondo Federfarma, un aumento inferiore a quelli previsti dai recenti rinnovi di CCNL, tra cui ad esempio quello dei dipendenti di imprese di pulizia”.
Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil è evidente “la gravità di una posizione pregiudiziale che tra l'altro non pare determinata da questioni oggettive di necessità di risparmio ma solo da una visione miope che nei fatti ignora l'evoluzione del servizio e l'esigenza di migliorarlo attraverso un investimento convinto sulle condizioni di lavoro dei quasi 32.000 dipendenti del settore”.
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil proclamano così lo stato di agitazione e annunciato che attueranno nei prossimi giorni iniziative di sensibilizzazione, di visibilità e di lotta a sostegno di questa vertenza, coinvolgendo addetti e istituzioni “al fine di ottenere un contratto dignitoso per tutti i lavoratori del settore”.

13 Settembre 2011

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