Farmacie. Racca (Federfarma): “Modernizzare il sistema, ma senza liberalizzazioni selvagge”

Farmacie. Racca (Federfarma): “Modernizzare il sistema, ma senza liberalizzazioni selvagge”

Farmacie. Racca (Federfarma): “Modernizzare il sistema, ma senza liberalizzazioni selvagge”
È questo il messaggio trasversale arrivato oggi dal convegno “Dalla Farmacia di Servizio alla Farmacia di servizi” promosso a Rieti alla presenza, tra gli altri, dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri e Luigi D’Ambrosio Lettieri, e dell’onorevole del Pd Luciana Pedoto.

Valorizzare e salvaguardare l’importanza sanitaria strategica delle farmacie italiane, modernizzando il sistema e fornendo maggiori servizi, ma senza metterlo a rischio attraverso liberalizzazioni generalizzate, che rappresenterebbero anche un rischio per la salute dei cittadini. Questo, in sintesi, il messaggio trasversale arrivato oggi dal convegno “Dalla Farmacia di Servizio alla Farmacia di servizi” promosso da di Federfarma Rieti con il supporto di Federfarma Lazio e Federfarma nazionale. All’evento hanno partecipato i vertici del sindacato dei farmacisti: la presidente nazionale Annarosa Racca, il presidente del Sunifar (rurali) Alfredo Orlandi, il presidente del Lazio Franco Caprino e quello di Rieti, Pierluigi Cortellini. Importante anche il panel degli altri relatori coinvolti: i senatori Pdl Maurizio Gasparri e Luigi D’Ambrosio Lettieri, l’onorevole Pd Luciana Pedoto e il direttore generale dalla Asl di Rieti, Rodolfo Gianani, e Guido Rotili, già presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Rieti.

“In un momento in cui la tendenza politica di fondo sembra essere quell’apertura del mercato delle farmacie, la scelta di Rieti per ospitare questo convegno è simbolica”, ha affermato il senatore D’Ambrosio Lettieri riferendosi alla peculiarità del territorio sabino, che ospita numerose farmacie piccolissime (rapporto farmacie/numero di abitanti residenti), probabilmente le più piccole d’Italia. Infatti, come sottolineato anche dall’onorevole Pedoto, “chi oggi propone di liberalizzare l’apertura delle farmacie dovrebbe porsi il problema della continuità assistenziale nei piccoli centri. Se aprissimo il mercato rischieremmo di lasciare i 2/3 del territorio italiano senza adeguata copertura, sovraffollando di attività solo le zone più popolose. È un rischio che non possiamo correre”.
Anche il senatore Gasparri ha sottolineato la necessità di “salvaguardare la professione e il suo valore per i cittadini. È giusto modernizzare l’assetto della farmacia italiana, ma senza penalizzare i territori meno popolati, come quello reatino. In ogni caso, sono contrario a un’idea di liberalizzazione selvaggia”.
Il rafforzamento del legame tra farmacie, Ssn e territorio è stato uno dei punti centrali dell’intervento di Annarosa Racca: “La nuova normativa sui servizi aggiuntivi in farmacia (legge 153 del 2009) ci dà l’opportunità per migliorare il già ottimo servizio che da più parti ci viene riconosciuto e che ogni giorno viene gestito da 18.000 farmacisti titolari su tutto il territorio nazionale. Siamo disponibili a dialogare su una riforma dell’ordinamento della farmacia, anche rivedendo il quorum minimo per le aperture, ma contrari alla liberalizzazione dura e pura, che non porterebbe risparmio al Ssn nazionale né veri vantaggi ai cittadini”.
Sulla stessa linea, infine, il presidente provinciale Pierluigi Cortellini, che ha spiegato come sia necessario “fare di più per salvaguardare una rete di farmacie che in tutta Italia, a Roma come in un paese di 500 persone, offre lo stesso tipo e qualità di servizi. Non c’è dubbio che le farmacie più piccole, quelle cioè che rendono un vero e proprio servizio alla comunità locale, debbano essere salvaguardate. Le piccole attività forniscono già gli stessi servizi di quelle più grandi, seppur tra mille difficoltà. In questa prospettiva – ha concluso Cortellini -, parlare di liberalizzazione porterebbe al collasso del sistema e alla completa desertificazione sanitaria di vaste aree, a causa dell’applicazione di logiche esclusivamente commerciali. Il farmaco non è una merce comune e il servizio sanitario va garantito. Altrimenti la provincia di Rieti e tante altre zone rurali d’Italia sarebbero ingiustamente discriminate”.
 

28 Novembre 2011

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