Federspecializzandi e Sindacati medici in coro: “Abrogare nuova tassa su borse di studio” 

Federspecializzandi e Sindacati medici in coro: “Abrogare nuova tassa su borse di studio” 

Federspecializzandi e Sindacati medici in coro: “Abrogare nuova tassa su borse di studio” 
“Abrogare la nuova tassa per i medici specializzandi”, questo è quanto chiede Federspecializzandi col sostegno dei sindacati medici. Proclamato lo stato di agitazione e prevista una manifestazione nazionale il  17 aprile a Montecitorio. Inviata anche una lettera con richiesta di sostegno ai ministri Profumo e Balduzzi

FederSpecializzandi, con il sostegno dei sindacati Cimo-A –smd Aaroi-Emac – Fp Cgil Medici – Fassid – Cisl Medici – Fesmed – Anpo-Ascoti-Fials Medici – Uil Fpl Medici – UdU,  proclama uno stato di agitazione con sospensione dell'attività nei Policlinici, pur nel dispiacere dei disagi che verranno creati alla popolazione, da lunedì prossimo ed una  manifestazione nazionale in Piazza Montecitorio per martedì 17 alle ore 11, per protestare contro la norma contenuta nel decreto ‘Cresci Italia’ che prevede la tassazione per le borse di studio. Le associazioni hanno anche inviato ai ministri competenti una lettera in cui si richiede un appoggio nell’abrogazione del comma approvato al Senato, non ritenendo accettabile l’applicazione dell’Irpef a chi è destinatario di una borsa di studio
 
“Nel decreto “Cresci Italia” al Senato – si legge in una nota congiunta –  è stato aggiunto un comma che equipara le borse di studio superiori agli 11.500 euro annui ai redditi da lavoro dipendente, con conseguente imposizione IRPEF. Ciò ridurrebbe di circa 200-300 euro mensili il compenso economico del medico in formazione specialistica,  rendendo la borsa al netto delle spese di poco di superiore ai 1000 euro”.
“Non basta – conclude la nota – che siano i medici in formazione meno retribuiti dell’Unione Europea, che debbano pagarsi le spese professionali con la propria borsa di studio come acquisto di libri, iscrizioni a congressi, stage all’estero, quelle universitarie (2000 euro di tasse annue in media), l’iscrizione all’ordine dei medici, la quota previdenziale all’Enpam, l’assicurazione contro la colpa grave”.

13 Aprile 2012

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