Fnomceo contro le Regioni: “No ad autonomia senza uguaglianza”. E poi no al doppio binario per ingresso medici nel Ssn

Fnomceo contro le Regioni: “No ad autonomia senza uguaglianza”. E poi no al doppio binario per ingresso medici nel Ssn

Fnomceo contro le Regioni: “No ad autonomia senza uguaglianza”. E poi no al doppio binario per ingresso medici nel Ssn
Il Consiglio nazionale degli ordini dei medici commenta l’audizione delle Regioni ieri al Senato: “Autonomia Regioni non deve aumentare disuguaglianze”. E sulla formazione: “Introdurre un percorso senza soluzione di continuità da immatricolazione a specializzazione, da cui nessun medico resti escluso. No all’ipotesi di assumere negli ospedali medici laureati, abilitati ma privi di specializzazione”.

“Se vogliamo affrontare il tema dell’autonomia dei Servizi sanitari regionali, in accordo con il Titolo V, dobbiamo contestualmente attuare l’articolo 3 della Costituzione, colmando tutte le disuguaglianze. Le richieste di autonomia differenziata non sono la risposta a tutte le mancate soluzioni. Anzi, senza interventi paralleli sui criteri di ripartizione del fondo – inserendo eventualmente il concetto dell’indice di deprivazione – e sulla legge sulla mobilità sanitaria non faranno che aumentare le disuguaglianze nella qualità delle prestazioni e negli accessi alle cure. Non vogliamo, per l’Italia, una salute a diverse velocità. Non vogliamo, per il nostro Servizio sanitario nazionale, una medicina amministrata, governata dai Pil delle varie Regioni”.
 
Così il Comitato Centrale, l’organo di governo della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), riunito oggi a Roma, è intervenuto sul Documento sulle problematiche del Servizio sanitario nazionale presentato ieri dalle Regioni alla Commissione Igiene e Sanità del Senato.
 
Tre sono in particolare i punti del Documento che hanno suscitato le perplessità del Comitato Centrale Fnomceo: la formazione, il task shifting, il blocco dei contratti.
“Sono 4500 i medici laureati che, negli ultimi cinque anni, sono rimasti intrappolati nell’imbuto formativo, senza prospettiva di accedere alle Scuole di Specializzazione né al Corso di formazione specifica in Medicina Generale – è continuata l’analisi del Comitato Centrale -. Questa condizione umilia i nostri giovani colleghi, mortifica le loro aspirazioni, vanifica i sacrifici di intere famiglie”.


 


“Noi chiediamo al Ministro della Salute Giulia Grillo provvedimenti che agevolino il percorso di formazione, accompagnando il futuro medico senza soluzione di continuità dall’immatricolazione al conseguimento della Specializzazione – ha proposto la Fnomceo -. Questo significa che, dopo la laurea, va garantito a tutti i medici e in tempi rapidi l’accesso alla specializzazione o all’esercizio della medicina generale”.
 
Un netto no è arrivato da Fnomceo all’ipotesi, avanzata dalle Regioni, di assumere negli ospedali medici laureati, abilitati ma privi di specializzazione.
“Non possiamo accettare di avere, all’interno del nostro Servizio sanitario nazionale, medici di serie A e di serie B, condannati a rimanere tali a vita. Nessun medico vale meno di un altro. Tutti devono avere lo stesso livello elevato di competenze” – ha affermato il Comitato.
Per lo stesso motivo, la Fnomceo ha ribadito ancora una volta “il suo no a ogni forma di task shifting, al trasferimento di competenze verso professionisti, anche medici, meno formati, che abbasserebbe la qualità dell’assistenza.
Un sì di massima, valutandone modalità e obiettivi formativi, invece, agli ‘ospedali di insegnamento’, alla possibilità cioè di coinvolgere nella formazione specialistica dei medici le aziende sanitarie e ospedaliere del sistema sanitario regionale che abbiano ottenuto l’accreditamento”.
 
Infine, il paventato blocco della contrattazione. “Le Regioni – evidenzia Fnomceo – sembrano infatti ‘mettere le mani avanti’, premettendo, sin dalla prima pagina del Documento, che le dinamiche incrementali del Fondo sanitario nazionale previste per i prossimi anni sono insufficienti a coprire i soli costi dei rinnovi contrattuali. È necessario pertanto, chiedono più avanti le Regioni, ancorare la spesa del personale del SSN a un nuovo parametro, che tenga conto dell’incremento annuale del Fondo”.
 
“È solo un punto, quasi sfiorato in una forma criptica e stringata, ma per i medici, dopo otto anni di blocco della contrattazione, potrebbe tradursi in una penalizzazione inaccettabile – è stato il commento di Fnomceo -. Quella dei medici è rimasta l’unica categoria senza vincolo contrattuale. Abbiamo aspettato otto anni per firmare le pre-intese, ora dovremo attendere altri otto anni per rinnovare il contratto?”.
 
“Come Fnomceo siamo pronti a metterci in gioco, a ridisegnare la figura del medico, partendo dalla formazione, passando attraverso le modalità e le forme contrattuali di esercizio della professione e arrivando al suo ruolo sociale, ed è proprio per questo che abbiamo indetto gli Stati Generali – conclude il Comitato Centrale Fnomceo -. Cogliamo la sfida di un cambiamento, a patto che valorizzi la professionalità del medico, promuovendo la qualità per i cittadini”.
 

19 Luglio 2018

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