Fnomceo. Filippo Anelli apre la tornata per il rinnovo dei vertici: “La Federazione deve tornare ad essere guida e riferimento di tutti i medici”

Fnomceo. Filippo Anelli apre la tornata per il rinnovo dei vertici: “La Federazione deve tornare ad essere guida e riferimento di tutti i medici”

Fnomceo. Filippo Anelli apre la tornata per il rinnovo dei vertici: “La Federazione deve tornare ad essere guida e riferimento di tutti i medici”
Il presidente dell'Ordine di Bari e vicesegretario Fimmg ha presentato al Consiglio Nazionale della Federazione un documento di programma, che ha già raccolto ampi consensi. Più spazio alle tematiche sindacali, più forza nella difesa della professione, interventi sulle questioni della formazione, rifinanziamento del Ssn

Il Consiglio nazionale Fnomceo del 24 giugno ha ufficialmente aperto le danze della fase di rinnovo dei vertici ordinistici che si avvierà in autunno con il rinnovo degli Ordini provinciali e poi in primavera del 2018 con il ricambio dei vertici federali. Roberta Chersevani incassa ringraziamenti, alcuni autentici altri formali, ma, è parere di tutti, è evidente che il futuro è altrove.
 
Un altrove che ha già una faccia e anche delle linee di programma piuttosto precise. La faccia è quella di Filippo Anelli, presidente dell'Ordine di Bari e vicesegretario Fimmg, che oggi ha presentato la mozione di bocciatura del ddl Lorenzin così come modificato alla Camera, approvata all'unanimità, e un documento, Riflessioni propositive per le azioni degli Ordini e della Fnomceo, che si propone di essere la base per la discussione in questa fase elettorale. Alla stesura del documento ha partecipato certamente Antonio Panti, presidente dell'Ordine di Firenze, ma insieme a lui molti altri e molti presidenti lo hanno già sottoscritto.
 
In primo piano la dichiarata collaborazione con le forze sindacali. "Contratti e convenzioni – si legge nel documento – dovrebbero liberare la professione, oggi schiacciata e annichilita da una asfittica burocrazia". "In questo senso – sosttolinea ancora il documento – l’impegno della Fnomceo può essere fondamentale per riportare i temi della contrattazione su un corretto binario, che rilanci la professione medica e contribuisca a risolvere tematiche, da troppo tempo senza risposte: i problemi, del precariato, delle donne medico, della governance clinica, del ruolo organizzativo e didattico dei medici generali, della violenza sui professionisti, ecc."
 
"Insomma – chiude su questo punto Anelli – la Fnomceo ha il dovere di riappropriarsi del proprio ruolo di guida e riferimento della professione, che oggi sembra essere in larga parte smarrito".
 
Un punto di vista rivendicato con forza in più occasioni da Silvestro Scotti, presidente Omceo di Napoli e segretario nazionale Fimmg, e che va in discontinuità con una visione "altra" dell'istituzione ordinistica.
 
In evidenza anche una forte difesa del ruolo centrale del medico: "Il medico si conferma quale autentico garante del diritto alla salute assumendo su di sè una funzione e responsabilità sociale e pubblica rilevante".  Una formulazione asciutta, ma che diventa più roboante negli interventi a sostegno del documento.
 
Dopo la netta bocciatura del ddl sulla riforma degli Ordini e la richiesta di attuazione della legge Bianco-Gelli sulla responsabilità professionale, il documento affronta poi il nodo economico della sanità pubblica, impegnando la Fnomceo a "chiedere con determinazione di finanziare in maniera adeguata il Ssn".
 
Rilevante anche il nodo della formazione, che riprende alcune posizioni delle più rappresentative sigle sindacali del mondo medico. Per la Medicina Generale, che "rischia il default", si chiede "di aumentare subito il numero delle borse, fino a raddoppiare i numeri", mentre per la formazione specialistica si chiede "l'utilizzo degli ospedali come strutture di insegnamento".
 
Il documento proposto da Anelli sarà dunque la base sulla quale si avvia il confronto per il rinnovo dei vertici degli Ordini provinciali, da qui a dicembre, e poi per il rinnovo dei vertici della Federazione, nella primavera del 2018. Resta da vedere se si concretizzerà anche una ipotesi alternativa, per esempio da parte di chi ha a cuore una maggiore autonomia degli Ordini nei confronti dei sindacati.
 
Il primo appuntamento elettorale è già fissato per luglio ed è quello dell'Ordine di Palermo, che ha deciso di anticipare le votazioni per non trovarsi in sovrapposizione scomoda con le elezioni regionali siciliane.
 
Eva Antoniotti

Eva Antoniotti

24 Giugno 2017

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