Giornata mondiale della salute. Oms: “Infermieri spina dorsale di tutti i sistemi sanitari”. Ma in Italia ne mancano all’appello 53 mila

Giornata mondiale della salute. Oms: “Infermieri spina dorsale di tutti i sistemi sanitari”. Ma in Italia ne mancano all’appello 53 mila

Giornata mondiale della salute. Oms: “Infermieri spina dorsale di tutti i sistemi sanitari”. Ma in Italia ne mancano all’appello 53 mila
Tema della settantesima giornata sono proprio gli infermieri e le ostetriche e per questo l’Organizzazione mondiale della Sanità ha anche pubblicato un report ad hoc con le indicazioni per i Governi. Fnopi: “le carenze vanno risolte a monte e non è possibile doverle rincorrere durante un’emergenza così”. IL REPORT OMS

“La pandemia di Covid-19 sottolinea l'urgente necessità di rafforzare la forza lavoro sanitaria globale. Un nuovo rapporto, The State of the World's Nursing 2020, fornisce uno sguardo approfondito sulla componente più grande della forza lavoro sanitaria. I risultati evidenziano importanti lacune nella forza lavoro infermieristica e aree prioritarie per gli investimenti nell'istruzione infermieristica, nei posti di lavoro e nella leadership per rafforzare l'assistenza infermieristica in tutto il mondo e migliorare la salute per tutti”. Parla chiaro l’OMS nella giornata mondiale della Salute (il 7 aprile di ogni anno): “I governi devono investire in una massiccia accelerazione dell'istruzione infermieristica, nella creazione di posti di lavoro infermieristici e nella leadership. Senza infermieri i paesi non possono vincere la battaglia contro i focolai, o raggiungere una copertura sanitaria universale e gli obiettivi di sviluppo sostenibile”.
 
“'Gli infermieri – dichiara il direttore generale OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus – sono la spina dorsale di qualsiasi sistema sanitario. Oggi, molti di loro si trovano in prima linea nella battaglia contro Covid-19”.
 
Rapporto OMS sulla situazione infermieristica nel mendo
L’OMS ha presentato per la giornata della salute un suo rapporto sullo stato dell’infermieristica nel mondo, “un chiaro promemoria del ruolo unico che svolgono questi professionisti e un campanello d'allarme per assicurare che ottengano il sostegno di cui hanno bisogno per mantenere sano il mondo”, aggiunge il DG OMS- Il 2020 è anche l’anno interazionale dell’infermiere, in coincidenza con i 200 anni dalla nascita di Florence Nightingale, considerata la “madre” dell’infermieristica moderna, il 12 maggio 1820”.
 
“Io uso il termine nursing come stimolo di miglioramento”, scriveva Nightingale e “noi come Federazione nazionale degli ordini degli infermieri in Italia l’abbiamo presa in parola – dichiara Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI) – facendo crescere la professione, migliorandone la struttura professionale e la qualità e ridefinendone le responsabilità a vantaggio dei pazienti e del sistema del welfare che si rende garante di assistenza e orientamento alla salute per l’intera collettività nazionale”.
 
“Il nostro fine – spiega – è assistere i pazienti, individuarne le necessità ed essergli vicini, incidere nel processo organizzativo e decisionale del sistema e dare risposte mirate alle contingenze economiche e ai bisogni che emergono dall’attuale scenario demografico ed epidemiologico. E nella pandemia lo stiamo dimostrando: tra gli infermieri c’è il maggior numero di operatori sanitari positivi a COVID (circa il 52%). Tra gli infermieri c’è chi muore di COVID per assistere ed essere vicino ai pazienti, ma lo fa comunque senza il minimo tentennamento. Tra gli infermieri il principio è uno solo: prendersi cura, perché il loro obiettivo assoluto è la salute di tutti”.
 
Secondo il rapporto OMS tra il 2013 e il 2018 il numero di infermieri nel mondo è aumentato di 4,7 milioni. Ma questo lascia ancora una carenza globale di 5,9 milioni. In Italia ne mancano almeno 53mila, soprattutto sul territorio, dove anche con COVID si stanno dimostrando le problematicità maggiori.
 
Le carenze e il fronte COVID-19
“Ci rendiamo conto – aggiunge Mangiacavalli – della difficoltà di reperire personale e nessuno più degli infermieri ha coscienza della gravità e dell’emergenza in cui ci troviamo ed è per questo che, anche con la risposta di quasi 10mila professionisti alla call della Protezione civile per una task force di 500 infermieri da destinare alle aree più colpite, abbiamo dimostrato la volontarietà della nostra azione, della disponibilità e del nostro intervento. Un primo contingente di 81 infermieri è già partito, destinato in Emilia-Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Trento e Valle d’Aosta, ma le carenze vanno risolte a monte e non è possibile doverle rincorrere durante un’emergenza così”.
 
"Ogni centesimo investito nell'assistenza infermieristica – ha spiegato in occasione della presentazione del Rapporto Annette Kennedy, presidente dell’International Council of Nurses, partner OMS –   solleva il benessere delle persone e delle famiglie in modi tangibili, chiari per tutti. Il Rapporto mette in evidenza il contributo infermieristico e conferma che l'investimento nella professione infermieristica è un vantaggio per la società, non un costo. Il mondo ha bisogno di milioni di infermieri in più, e chiediamo ai governi di fare la cosa giusta, investire in questa meravigliosa professione e guardare le loro popolazioni beneficiare dell'incredibile lavoro che solo gli infermieri possono fare".
 
Il decalogo OMS sugli infermieri raccomandato a tutti i Paese
 
Per dotare il mondo della forza lavoro infermieristica di cui ha bisogno, l'OMS e i suoi partner come è scritto nel Rapporto raccomandano a tutti i paesi di:
– Aumentare i finanziamenti per istruire e assumere più infermieri
– Rafforzare la capacità di raccogliere, analizzare e agire sui dati sulla forza lavoro sanitaria
– Monitorare la mobilità e la migrazione degli infermieri e gestirla in modo responsabile ed etico
– Educare e formare gli infermieri nelle competenze scientifiche, tecnologiche e sociologiche di cui hanno bisogno per guidare il progresso nell'assistenza sanitaria primaria
– Stabilire posizioni di leadership, tra cui un capo infermiere del governo e sostenere lo sviluppo della leadership tra i giovani infermieri
– Garantire che gli infermieri delle squadre di assistenza sanitaria primaria lavorino al massimo delle loro potenzialità, ad esempio nella prevenzione e nella gestione delle malattie non trasmissibili
– Migliorare le condizioni di lavoro, anche attraverso livelli di personale sicuro, salari equi e rispetto dei diritti alla salute e alla sicurezza sul lavoro
– Implementare politiche della forza lavoro infermieristica sensibile al genere
– Modernizzare la regolamentazione infermieristica professionale armonizzando gli standard di istruzione e pratica e utilizzando sistemi in grado di riconoscere ed elaborare le credenziali degli infermieri a livello globale
– Rafforzare il ruolo degli infermieri nelle squadre di assistenza mettendo insieme diversi settori (sanità, istruzione, immigrazione, finanza e lavoro) con le parti interessate infermieristiche per il dialogo politico e la pianificazione della forza lavoro.

07 Aprile 2020

© Riproduzione riservata

Ferie non godute nella PA, i legali C&P sfatano i 4 falsi miti che fanno perdere diritti e soldi
Ferie non godute nella PA, i legali C&P sfatano i 4 falsi miti che fanno perdere diritti e soldi

“Se non le uso entro 18 mesi le perdo”, “nel pubblico impiego le ferie non possono mai essere pagate”, “se mi dimetto non mi spetta nulla”. Sono alcuni dei falsi...

Sanità privata e Rsa, presidio dei sindacati davanti al Ministero: “Ci avete lasciato in mutande”
Sanità privata e Rsa, presidio dei sindacati davanti al Ministero: “Ci avete lasciato in mutande”

“Ci avete lasciato in mutande”, è questo lo slogan scelto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp per il presidio nazionale davanti al Ministero della Salute, a Roma, a...

Estate, formazione ECM al 50% con Qs Club: il momento giusto per mettersi in regola
Estate, formazione ECM al 50% con Qs Club: il momento giusto per mettersi in regola

L'estate può diventare il momento ideale per mettersi in pari con la formazione ECM, senza dover concentrare tutto nei mesi più intensi dell'anno. È proprio da questa idea che nasce...

Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità
Medici di famiglia e pediatri. Arriva il decreto per sbloccare i 235,8 milioni destinati alle apparecchiature diagnostiche di primo livello: fino al 50% delle risorse alle Case della Comunità

È stato approvato in Conferenza Stato-Regioni schema di decreto del Ministero della Salute che disciplina l'impiego dei 235,834 milioni di euro destinati all'acquisto di apparecchiature sanitarie per i medici di...