Giornata ostetrica. Nursind: “Non sia solo ricorrenza da calendario, valorizzare la professione”

Giornata ostetrica. Nursind: “Non sia solo ricorrenza da calendario, valorizzare la professione”

Giornata ostetrica. Nursind: “Non sia solo ricorrenza da calendario, valorizzare la professione”
"Bene ricordarsi delle ostetriche il 5 maggio, ma adesso è tempo anche di segnali concreti: avanzamenti di carriera e riconoscimenti economici per i quali la nostra battaglia andrà avanti senza sosta. Questa professione merita un’attenzione doppia. E non solo per la particolarità del lavoro che svolge". Così il segretario nazionale, Andrea Bottega.

“La ricorrenza di oggi è importante, ma non può bastare ricordarsene per celebrazioni da calendario. Va riempita di contenuti”. Lo dice il segretario nazionale Nursind Andrea Bottega, in occasione della Giornata internazionale dell’ostetrica. “Il vero passo avanti da compiere – prosegue – è una reale e piena valorizzazione di questa professione sia sul piano degli avanzamenti di carriera che su quello economico”.

“C’è malessere nella categoria che si sente troppo spesso messa da parte – osserva Fausta Pileri, ostetrica e infermiera, oltre che membro della direzione Nursind -. Un paradosso inspiegabile vista la sua centralità nella società sia nell’ambito della salute della donna e della maternità e sia in quello della vita neonatale. A maggior ragione in un Paese come il nostro, con un’età media avanzata e un’allarmante denatalità, non investire in ostetricia significa essere miopi”. 

E invece, denuncia la sindacalista, “ci si continua a dimenticare delle ostetriche. È successo col Cura Italia, quando non furono inserite tra le professioniste che, impegnate nella lotta al Covid, dovevano percepire il bonus baby setting. Ed è successo anche con la legge di Bilancio”. In questo caso, “la disparità di trattamento subita dalla categoria, e che il sindacato ha denunciato con tutta la sua forza, è stata davvero grave: come si è potuto non includere le ostetriche tra le professioni che prendono in carico il paziente e quindi non contemplare per loro una congrua indennità di specificità? Se si trattasse di banale ignoranza della materia sanitaria da parte del legislatore sarebbe davvero clamoroso, oltre che inaccettabile”.

Bene quindi “ricordarsi delle ostetriche il 5 maggio – tirano le somme Pileri e Bottega -, ma adesso è tempo anche di segnali concreti: avanzamenti di carriera e riconoscimenti economici per i quali la nostra battaglia andrà avanti senza sosta. Questa professione merita un’attenzione doppia. E non solo per la particolarità del lavoro che svolge e cioè prendere in carico contemporaneamente due persone (la mamma e il bambino) e, di conseguenza, incorrere due volte nel rischio clinico. Non va dimenticato, infatti, neppure il suo ruolo sul piano sociale: un’Italia che guarda al futuro – concludono – non può non puntare sulle ostetriche, in prima linea pure sul fronte della prevenzione e dell’affiancamento alle donne, oltre che su tecniche quali la procreazione medicalmente assistita”.

05 Maggio 2022

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