Giornata vittime Covid. Fnopi: “Non sprecare la lezione della pandemia: ora la priorità è investire sul capitale umano”

Giornata vittime Covid. Fnopi: “Non sprecare la lezione della pandemia: ora la priorità è investire sul capitale umano”

Giornata vittime Covid. Fnopi: “Non sprecare la lezione della pandemia: ora la priorità è investire sul capitale umano”
In vista della terza ricorrenza che si celebra il 18 marzo la Federazione ricorda come tra gli infermieri ci sono stati 90 decessi e oltre 390mila contagi. Mangiacavalli: “La sanità deve essere riformata, a partire dal personale. Un principio che si è mostrato in tutta la sua evidenza nei giorni più drammatici della pandemia”

Nella Giornata nazionale per le vittime del Covid il pensiero degli infermieri va agli oltre 187mila morti in Italia. La Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche ricorda, in questa occasione, anche i 90 colleghi che hanno dato la vita sul luogo di lavoro ed esprime solidarietà ai numerosi contagiati: oltre 390mila da inizio pandemia, tra infezioni e reinfezioni. Gli operatori sanitari che hanno contratto il virus sono saliti quasi a 480mila, di cui l’82% infermieri, secondo l’INAIL.

Spicca anche una situazione grave di burnout che il Covid ha provocato tra chi ha contratto il virus. Secondo una ricerca dell’università di Bari, ansia e incapacità di fronteggiare lo stress sono aumentate notevolmente. Il 71,4% degli operatori intervistati ha affermato di soffrire di disturbi del sonno, il 33,2% di ansia moderata e il 50,6% di avere una bassa capacità di fronteggiare lo stress, con ovvie conseguenze negative anche sugli assistiti.

Per supportare gli infermieri deceduti e le loro famiglie, i colleghi contagiati e con problematiche come il burnout, la FNOPI ha istituito da aprile 2020 un fondo di solidarietà: #NoiConGliInfermieri ha superato quota 6 milioni di euro di cui oltre 5 sono già stati assegnati a migliaia di beneficiari.

“Questa Giornata ci ricorda come l’emergenza Covid sia una lezione complessiva e permanente su cui costruire le politiche sanitarie dei prossimi anni. La sanità deve essere riformata, a partire dal personale. Un principio che si è mostrato in tutta la sua evidenza nei giorni più drammatici della pandemia. Purtroppo, ora il rischio è ci si ritrovi al punto di partenza, senza considerare adeguatamente il capitale umano”, dichiara la presidente della FNOPI, Barbara Mangiacavalli.

“Si tratta di una questione sollevata in questi giorni dal Ministro della Salute Schillaci – continua – e che si pone come lo snodo del futuro. Durante il Covid, infermieri e operatori sanitari sono stati celebrati da tutti: oggi troppo spesso tornano a essere in un cono d’ombra. Bisogna disinnescare questo rischio, a partire da nuovi investimenti e dalla revisione dei modelli organizzativi. L’idea deve essere quella di definire una nuova assistenza territoriale e di prossimità, decongestionando gli ospedali. Credo che un cambio di passo da parte di tutti sia il modo migliore per ricordare le vittime del Covid”.

Oltre gli effetti diretti della pandemia, poi, gli Ordini provinciali si sono fatti carico della gestione di una dialettica ideologica forte all’interno della professione, pagandone lo scotto in termini di ricorsi, denunce, per non parlare di intimidazioni e atti vandalici che, seppur perpetrati da una esigua minoranza di popolazione avversa alla campagna vaccinale, hanno tracciato ferite profonde.

“La pandemia ha evidenziato le difficoltà a garantire l’esigibilità della salute per tutti, così come definita dalla nostra Costituzione – conclude Mangiacavalli – ma nonostante questo, grazie alle sue donne e ai suoi uomini, il SSN ha continuato a fare la propria parte per garantire il diritto alla salute. Prima di ogni azione, prima di ogni intervento, prima di ogni diagnosi, prima di ogni terapia, prima di ogni atto, i nostri operatori sanitari e sociali tutti, hanno lottato per il diritto alla salute. Diritto che deve restare l’unico e solo faro di tutte le scelte di organizzazione programmazione dell’assistenza, anche nel rispetto dovuto a chi finora ha perso la vita nella pandemia e a chi ha cercato di non lasciare solo mai nessuno”.

17 Marzo 2023

© Riproduzione riservata

Liste d’attesa. Boom di richieste al Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni
Liste d’attesa. Boom di richieste al Numero Bianco dell’Associazione Luca Coscioni

Sono 150 le persone che nell'ultima settimana hanno contattato il Numero Bianco dell'Associazione Luca Coscioni per chiedere informazioni sui propri diritti in tema di liste d'attesa per visite ed esami...

Imputabilità dei minori. Neuropsichiatri Sinpia: “No agli automatismi, servono scienza e cura”
Imputabilità dei minori. Neuropsichiatri Sinpia: “No agli automatismi, servono scienza e cura”

La Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (Sinpia) chiede che il dibattito sulla disciplina dell'imputabilità dei minori sia essere affrontato “con il massimo rigore scientifico, giuridico e culturale”, perché...

Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout
Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout

La fuga dei medici dal pronto soccorso non è un problema solo italiano. Anche il Canada deve fare i conti con un crescente abbandono della medicina d’urgenza, alimentato da burnout,...

Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi
Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi

Il mercato del lavoro premia le professioni sanitarie. A certificarlo è il XXVIII Rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che conferma un tasso di occupazione record pari all'87,9% a un...