Giovani farmacisti: “Aprire dibattito interno per riformare la professione”

Giovani farmacisti: “Aprire dibattito interno per riformare la professione”

Giovani farmacisti: “Aprire dibattito interno per riformare la professione”
A chiederlo è Claudio Distefano, presidente Fenagifar, secondo il quale “i farmacisti, e tutto il mondo che ruota intorno a questi, non possono permettersi di rimanere travolti da provvedimenti più o meno urgenti”, come quelli prospettati ad agosto dal Governo, “che intervengono arbitrariamente dall’esterno a squassare e distruggere la nostra attività”.

“Dopo aver corso il rischio che gli ultimi provvedimenti governativi potessero avere un effetto distruttivo sulla nostra categoria e sul nostro lavoro, viene da più parti tra i farmacisti sollecitata la fondamentale necessità di definire i futuri assetti della professione, attraverso una proposta unitaria che scaturisca da un approfondito dibattito interno”. A chiederlo è il presidente della Fenagifar, Claudio Distefano, secondo il quale “il tempo delle ‘non decisioni’ è scaduto. La nostra leadership – afferma Distefano – è obbligata a prendere in mano l’emergenza e ricercare soluzioni immediate, non compromessi temporanei. Del resto, i noi farmacisti, e tutto il mondo che ruota intorno a questi, non possiamo permetterci di rimanere travolti da provvedimenti più o meno urgenti che intervengono arbitrariamente dall’esterno a squassare e distruggere la nostra attività. Ora è il tempo delle decisioni”.
Fenagifar si dice quinti “pronta a prendere parte, in ogni momento, al dibattito con le proprie argomentazioni, consapevole della necessità di arrivare a decisioni di lungo periodo”.
Secondo il presidente della Federazione dei giovani farmacisti, sarebbe “certamente risolutivo” su molti problemi dei più giovani della categoria emettere nuovi bandi di concorso per le sedi farmaceutiche, ed il loro rapido espletamento. “Si tratta di concorsi sicuramente necessari poiché rappresentano la via maestra per l’assegnazione delle sedi, soprattutto se la farmacia rimarrà, come vogliamo, strettamente legata al Ssn. Non è accettabile che, come ancora oggi accade, tra l’individuazione della sede e l’assegnazione passi una generazione: deve trovarsi una soluzione, politica e poi legislativa”, commenta Distefano, che in caso di maxi concorso straordinario ritiene che “debbano essere avvantaggiati i giovani farmacisti, sia con l’assegnazione agli under 40 delle sedi rurali, sia, in generale, dando maggiore peso al merito e minore ai titoli”.
 

09 Settembre 2011

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