Il Mur cambia i requisiti per il corso di laurea per gli infermieri. Ma scoppia la polemica

Il Mur cambia i requisiti per il corso di laurea per gli infermieri. Ma scoppia la polemica

Il Mur cambia i requisiti per il corso di laurea per gli infermieri. Ma scoppia la polemica
Con un decreto ministeriale sono stati modificati i requisiti minimi per corsi di laurea per la professione di infermiere dove vengono ridotti il numero di docenti e si individuano almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento. Ma dal mondo della professione arriva una sonora bocciatura: “Un atto unilaterale a dire poco shockante ed incomprensibile”. IL DECRETO

“Ai fini dell’accreditamento iniziale e periodico dei corsi di studio, per quanto attiene la classe L/SNT/01 relativa ai corsi di laurea per la professione di infermiere, per gli anni accademici 2020/2021 e 2021/2022 il numero minimo di docenti previsto è ridotto da cinque a tre unità e il numero minimo di docenti a tempo indeterminato, necessario ai fini dell’accreditamento dei corsi, è ridotto da tre a una unità”. È quanto riporta il nuovo decreto del Ministro dell’Università e ricerca, Gaetano Manfredi che precede anche come “gli atenei individuano almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”.
 
Un provvedimento però che non piace al mondo infermieristico e dopo la presa di posizione dell’Associazione Nazionale Dirigenti Professioni Sanitarie (Androposan) sono numerosi i commenti negativi al provvedimento.
 
“Proprio nell’anno mondiale dell’infermiere – sottolinea Silvia Scelsi, presidente di Aniarti –  il Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica modifica con un atto unilaterale a dire poco shockante ed incomprensibile, le norme per le classi di laurea infermieristiche, e prevede che gli infermieri, gli specialisti della propria disciplina siano rimpiazzabili da medici ospedalieri, peraltro abbassando gli standard per l’accreditamento dei corsi di laurea ed affermando quindi che si deve “fare di più” con “meno””.
 
“Paradossale – afferma Matteo Incaviglia, Dirigente Associazione Infermieristica Legale – se si pensa alle migliaia di Professionisti già abilitati alla copertura di professori di prima e seconda fascia e a tutti gli infermieri in possesso della Laurea Magistrale. Non si capisce la ratio di tale previsione semplicemente perché si tratta di due professioni diverse, oltretutto appare manifestamente fuori dal sentire comune che, in questo particolare periodo tende alla valorizzazione della professione Infermieristica. Sarebbe come pretendere che l’architetto insegni al corso di laurea di ingegneria e viceversa”.
 
Il Direttivo della Società Italiana di Scienze Infermieristiche esprime “profondo rammarico per la scelta di integrare il corpo docente di riferimento del corso di laurea in infermieristica con personale di altre professioni non appartenenti al medesimo profilo professionale della figura da formare Quanto alla didattica, va sottolineato che ci sono numerosi infermieri altamente qualificati, in possesso di Laurea magistrale e/o di dottorato di ricerca, che insegnano da tempo nei corsi di laurea. Sempre più numerosi sono, inoltre, gli infermieri in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, il cui inserimento nei ruoli accademici sarebbe un formidabile volano per l’ulteriore sviluppo scientifico dell’Infermieristica italiana. Appare quindi appropriato che i due docenti di riferimento per l’attivazione dei corsi di laurea siano individuati esclusivamente tra il personale infermieristico”.
 
“Dobbiamo prendere atto del fatto che gli “eroi” – evidenzia la Società Italiana degli Infermieri di Emergenza Territoriale, così più volte definiti trasversalmente da tutte le parti politiche e non solo, sono già stati dimenticati. Dimenticati nei fatti, che vanno a sostituire parole evidentemente vuote, con il D.M. 82 del 14/05/2020, ”Decreto Manfredi”. Decenni di sforzi, per portare la nostra professione ai livelli europei e per meglio assistere i cittadini, cancellati in un attimo da un decreto di cui, sinceramente, fatichiamo a capire il razionale”.
 
L.F.

L.F.

18 Maggio 2020

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