Il territorio che non c’è: al via a il convegno nazionale Card Anmdo 

Il territorio che non c’è: al via a il convegno nazionale Card Anmdo 

Il territorio che non c’è: al via a il convegno nazionale Card Anmdo 
“L’eccessiva ospedalizzazione è il nodo da sciogliere, la sfida è puntare sulle cure territoriali - avverte Gennaro Volpe, direttore generale dell’Asl di Benevento e presidente della Confederazione delle Associazioni regionali di distretto (Card) - il Servizio sanitario è ancora troppo centrato su un modello di assistenza basato sull’ospedalizzazione, retaggio di una cultura superata da decenni in favore di un sistema integrato ospedale-territorio”

Al via a Napoli il II Convegno Nazionale Anmdo (direttori di ospedali) – Card (Confederazione associazioni regionali di distretto). L’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale e la condivisione di strategie tra ospedale e territorio è il tema delle Assise che si sposa con la standardizzazione dei processi di assistenza e l’equità di accesso alle cure. 
 
“L’eccessiva ospedalizzazione è il nodo da sciogliere, la sfida è puntare sulle cure territoriali – avverte Gennaro Volpe, direttore generale dell’Asl di Benevento e presidente della Confederazione delle Associazioni regionali di distretto (Card) – il Servizio sanitario è ancora troppo centrato su un modello di assistenza basato sull’ospedalizzazione, retaggio di una cultura superata da decenni in favore di un sistema integrato ospedale-territorio. Ecco perché  la sfida da vincere è ora quella della riorganizzazione delle cure territoriali, una sfida alla quale la politica regionale crede molto e per la quale ha programmato un nuovo piano territoriale e la riorganizzane delle cure primarie. Inoltre ha messo in campo ingenti risorse economiche”. – accende un faro su uno dei temi centrali per la politica sanitaria regionale, problema del quale si discuterà ai massimi livelli martedì in questo convegno nazionale Card – Anmdo”. 
 
“Serve equilibrio, attenzione a non impoverire le strutture ospedaliere che restano una delle poche certezze per i cittadini – aggiunge Giuseppe Matarazzo vicepresidente nazionale ANMDO. In Campania più di dieci anni di commissariamento hanno avuto un peso sull’assistenza”.
 
Quella del decollo del territorio in Campania è una questione molto concreta, alla quale i decreti 134 del 2016 e 43 del 2019 assegnano risorse per milioni di euro. “Soldi che abbiamo la responsabilità di investire correttamente – aggiunge Volpe – se vogliamo migliorare e far decollare il sistema delle cure primarie”.
 
E il direttore generale dell’Asl di Benevento ribadisce il ruolo della medicina generale, “che dovrà lavorare nell’ambito delle Aggregazioni funzionali territoriali e in sinergia con le nuove strutture che si stanno creando (a Benevento già attive) proprio per le cure primarie”. Il tema resta comunque molto complesso, e anche moto “caldo” visto che proprio in questo periodo ci si sta apprestando a mettere a punto il piano territoriale regionale. Uno dei nodi da sciogliere è in Campania quello della dicotomia tra ospedale e territorio affidando – dice il presidente CARD – agli ospedali solo le acuzie e mettendo il territorio in condizione di gestire la cronicità”.
 
Esigenza, quella di accelerare sul potenziamento del territorio, che però non deve essere interpretata a scapito della funzione ospedaliera, sottolinea Matarazzo. “Il ruolo degli ospedali – spiega – resta centrale in un sistema che intenda garantire appropriatezza delle cure. Abbraccio l’indicazione di potenziare il territorio – precisa Matarazzo – ma sarebbe un errore se questo avvenisse a scapito dell’assistenza ospedaliera. Non dimentichiamo mai che al momento l’ospedale è tra le poche certezze che restano ai cittadini”.
 
In definitiva, emerge ancora una volta l’esigenza di ritrovare “equilibrio”, di ragionare in termini di integrazione e non di dualismo tra ospedale e territorio. Non a caso l’appropriatezza, fare le cose giuste al paziente giusto e al momento giusto, è ancora oggi il risultato che ci si prefigura di raggiungere. Il problema è capire a che punto sia la Campania in questo percorso a ostacoli.
 
Matarazzo non ha dubbi: “Non siamo messi male – dice – la nostra situazione è paragonabile a quella di molte altre regioni sottoposte a piano di rientro. Ma ora non possiamo più permettere che ragioni economiche influiscano su scelte assistenziali, e in Campania dieci anni di tagli e blocco del turnover si fanno sentire. In definitiva – afferma Matarazzo – dieci anni di commissariamento hanno “strangolato” l’assistenza. Abbiamo raggiunto il pareggio di bilancio e si sta lavorando molto sui Lea, ma non si può ignorare che anche in questo senso l’asticella è posta sempre un po’ più in alto. Il ministero sta già sperimentando nuovi indicatori, che alla fine spingono l’organizzazione in un senso o nell’altro, e questo a volte può avere effetti di adeguamento verso la misurazione di quell’indicatore. Dovremmo provare ad arricchire il ragionamento, ricordarci di mettere al centro del nostro interesse il paziente e costruire attorno a questo dei percorsi. Un’ottica nella quale si comprende bene che non esistono dicotomie ospedale-territorio, ma solo appropriatezza”. 
 
Ettore Mautone

Ettore Mautone

08 Ottobre 2019

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