In arrivo le nuove lauree specialistiche per gli infermieri: potranno prescrivere presidi sanitari, ausili, dispositivi e trattamenti assistenziali

In arrivo le nuove lauree specialistiche per gli infermieri: potranno prescrivere presidi sanitari, ausili, dispositivi e trattamenti assistenziali

In arrivo le nuove lauree specialistiche per gli infermieri: potranno prescrivere presidi sanitari, ausili, dispositivi e trattamenti assistenziali

In discussione in Senato il provvedimento che introduce tre nuovi percorsi magistrali biennali riservati agli infermieri: l’infermiere di famiglia e di comunità per le cure primarie, lo specialista in area critica ed emergenza-urgenza e l’infermiere esperto nelle cure neonatali e pediatriche. E tra le competenze degli infermieri specializzati figura anche la possibilità di prescrivere. IL TESTO

La sanità italiana si avvia verso una riforma significativa del ruolo infermieristico, che intreccia formazione avanzata e nuove competenze professionali. Un percorso che passa dall’introduzione di tre nuove lauree magistrali cliniche e dall’ipotesi di attribuire agli infermieri specifiche capacità prescrittive, seppur limitate e circoscritte all’ambito assistenziale. Una svolta che ha già acceso il confronto – e lo scontro – tra professioni sanitarie.

Il fulcro della riforma è contenuto nello schema di decreto del Ministero dell’Università e della Ricerca che modifica le classi di laurea delle professioni sanitarie. Il provvedimento, all’esame del Senato introduce tre nuovi percorsi magistrali biennali riservati agli infermieri (che potrebbero partire nel 2027) : l’infermiere di famiglia e di comunità per le cure primarie, lo specialista in area critica ed emergenza-urgenza e l’infermiere esperto nelle cure neonatali e pediatriche. Figure ad alta competenza clinica pensate per rispondere all’invecchiamento della popolazione, alla crescita delle cronicità e alla necessità di rafforzare l’assistenza territoriale, in linea con gli obiettivi del Pnrr.

Accanto alla riforma formativa, il nodo più delicato riguarda le nuove competenze prescrittive. Non si parla di farmaci né di atti diagnostici – che restano prerogativa medica – ma della possibilità per gli infermieri con laurea magistrale specialistica di prescrivere presidi sanitari, ausili, dispositivi e trattamenti assistenziali direttamente collegati al processo di cura infermieristica (ad esempio dispositivi per l’incontinenza, materiali specifici per le medicazioni o le sacche per le stomie). Un passaggio che mira a rendere coerente la responsabilità clinico-assistenziale con l’atto prescrittivo, riducendo passaggi burocratici e migliorando la continuità delle cure.

Perché la riforma diventi pienamente operativa sarà tuttavia necessario un intervento normativo specifico, che potrebbe trovare spazio nella delega di riforma delle professioni sanitarie attualmente all’esame del Parlamento. Sul piano politico-istituzionale, la misura si inserisce nel più ampio dibattito sulla carenza di personale sanitario e sulla necessità di valorizzare le competenze non mediche in un Servizio sanitario nazionale sempre più sotto pressione.

20 Gennaio 2026

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