Infermieri. Nursind dichiara lo stato di agitazione. Al centro della mobilitazione i tagli alla sanità, il demansionamento della categoria e il mancato rinnovo del contratto

Infermieri. Nursind dichiara lo stato di agitazione. Al centro della mobilitazione i tagli alla sanità, il demansionamento della categoria e il mancato rinnovo del contratto

Infermieri. Nursind dichiara lo stato di agitazione. Al centro della mobilitazione i tagli alla sanità, il demansionamento della categoria e il mancato rinnovo del contratto
Questo il contenuto di una lettera inviata lo scorso 27 luglio dal segretario nazionale, Andrea Bottega, agli Enti competenti, nella quale si comunica lo stato di agitazione del personale del Comparto Sanità chiedendo un incontro di conciliazione e raffreddamento. LA LETTERA

Il sindacato delle professioni infermieristiche (Nursind), con lettera inviata lo scorso 27 luglio agli Enti competenti, ha comunicato lo stato di agitazione del personale del Comparto Sanità chiedendo un incontro di conciliazione e raffreddamento. Come si legge nella missiva firmata dal segretario nazionale, Andrea Bottega, queste alcune delle motivazioni che, in caso di mancato accordo, porteranno alla dichiarazione di una o più giornate di sciopero sono le seguenti:

1. La mancata attivazione della contrattazione nazionale per il comparto sanità e l’emanazione dell’atto di indirizzo. A seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il blocco contrattuale che ha impedito al Nursind, sindacato rappresentativo degli infermieri, di dare voce alla propria rappresentanza non ci è ancora giunta alcuna convocazione;

2. il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il comparto sanità per il 2015. Si parla di un suo slittamento alla prossima tornata contrattuale (2016-2018);

3. la previsione nel DDL Enti locali di taglio delle risorse per la contrattazione integrativa;

4. la conseguente impossibilità (mancanza di contrattazione e di risorse a livello nazionale e decentrato) di dare seguito alle modifiche organizzative e alla valorizzazione contrattuale delle competenze cliniche e gestionali della categoria;

5. la previsione di ulteriori tagli alla sanità pubblica da inserire nella prossima legge di stabilità che ne metterebbero in pericolo il carattere universalistico e solidaristico;

6. il continuo taglio delle dotazioni organiche con la conseguente diminuzione dei tempi assistenziali;

7. il perdurare delle situazioni di demansionamento della categoria derivante dal blocco del turn over e dalle mancate sostituzioni del personale a vario titolo assente;

8. il mancato riconoscimento del lavoro usurante della professione infermieristica.

30 Luglio 2015

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