Infermieri. Volontari Ipasvi presentano nuovo sistema per soccorso a popolazioni colpite da catastrofi

Infermieri. Volontari Ipasvi presentano nuovo sistema per soccorso a popolazioni colpite da catastrofi

Infermieri. Volontari Ipasvi presentano nuovo sistema per soccorso a popolazioni colpite da catastrofi
Il Cives, Coordinamento infermieri volontari per l’emergenza sanitaria Onlus, lancia l'evoluzione del progetto ideato nel 2011. Prevede un modulo di coordinamento con strumentazioni elettroniche che farà da front office per la registrazione dell’utenza e la conservazione dei dati sanitari e la eventuale trasmissione a sala operativa.

Circa 6mila infermieri mobilitati per garantire assistenza, su base volontaria, nelle varie emergenze che negli ultimi anni attraversato l’Italia. Sono gli operatori del Cives, Coordinamento infermieri volontari per l’emergenza sanitaria Onlus, nato nel 1998 come espressione operativa e qualificata della Federazione dei Collegi Ipasvi, riuniti a Benevento in occasione del loro VIII congresso nazionale. Nel corso dei lavori verrà presentata l’evoluzione del Sari (Sistema Avanzato Risposta Infermieristica), un progetto strategico per il soccorso alle popolazioni colpite da maxi-emergenze, catastrofi e calamità naturali in Italia e all’estero, promosso nel 2011 dal Cives, approvato dal Dipartimento della Protezione civile (DPC) e compartecipato dalla Federazione Nazionale dei Collegi Ipasvi.

Sari nasce proprio sulla base dell’esperienza del Cives in Abruzzo e ha previsto inizialmente due distinte fasi: la fase A con l’ MCI (Modulo di Coordinamento Infermieristico), una autoinfermieristica di primo intervento, e la fase B con il MIA (Modulo Infermieristico Avanzato), una struttura da campo destinata a trattare gli interventi sanitari, divisa in compartimenti per soddisfare qualunque tipo d’intervento sanitario assistenziale, integrandosi con le strutture sanitarie che operano nella primissima fase degli interventi e per tutta la durata dell’emergenza.

Ora il Sari si sta evolvendo e l’ultima nata, presentata a Benevento, è una unità essenziale all’interno della Struttura Sanitaria Campale (PASS, Posti di assistenza socio sanitaria, previsti da una direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 2013), per le prestazioni sanitarie post fase acuta a garanzia della continuità assistenziale della popolazione.

La nuova ‘colonna mobile’ organizzata dal Cives prevede un modulo di coordinamento e di servizio con strumentazioni elettroniche che farà da front office per la registrazione dell’utenza e la conservazione dei dati sanitari e la eventuale trasmissione a sala operativa, una tenda infermieristica compartimentalizzata con 5 box, ognuno dei quali arredato con lettino visita, lampada scialitica (quella delle sale operatorie), armadietto, sedia, carrello e con impianto elettrico realizzato individualmente per ogni singolo box.

Poi autoclave per la sterilizzazione dello strumentario per piccole medicazioni, depuratore di acque per la fornitura di acqua sterile per il funzionamento dell’autoclave, il lavaggio delle mani e i relativi impianti di smaltimento sicuri. Il progetto prevede anche mezzi in dotazione sia per realizzare l’Adi (assistenza domiciliare integrata tenda per tenda, campo per campo) nel caso di necessità di una visita medica e/o di una prestazione infermieristica domiciliare e un “carrello appendice” per il trasporto di presidi, strumenti , attrezzature e arredi.

“Gli infermieri Cives – afferma il presidente nazionale Michele Fortuna – rappresentano la nuova immagine di un’infermieristica moderna e manageriale, capace di valutare, pianificare, coordinare e operare nelle più diverse attività di Protezione Civile”.
 

25 Ottobre 2014

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