Integrazione Università-Impresa. Campus Bio Medico dà il via al “dottorato su misura per l’azienda”

Integrazione Università-Impresa. Campus Bio Medico dà il via al “dottorato su misura per l’azienda”

Integrazione Università-Impresa. Campus Bio Medico dà il via al “dottorato su misura per l’azienda”
Presentato all’inaugurazione dell’Anno accademico il Progetto “Intese” per mettere a disposizione del mondo d’impresa  il Know-how dei ricercatori Ucbm su: dispositivi medici, neuroscienze, biorobotica, farmaceutica, agroalimentare, tecnologie dell’informazione, della comunicazione, dell’automazione e della robotica. 

Spesso evocato, più raramente realizzato, il collegamento Università-mondo delle imprese è già realtà all’Università Campus Bio-medico di Roma. L’Ateneo romano sta in questi giorni facendo da apripista del nuovo “graduate program” portando a termine la fase di avviamento del primo esperimento di “dottorato su misura per l’azienda”. Un nuovo percorso formativo che integra, in un unico ciclo, laurea magistrale e dottorato di ricerca, con il coinvolgimento diretto delle imprese nel disegno del percorso formativo. Primo Ateneo italiano a sperimentare questa formula, l’Ucbm sta ora ultimando il ciclo magistrale del percorso.

Contestualmente è ai blocchi di partenza il “progetto Intese”, finanziato per un milione, il 50% del quale coperto da risorse della Regione Lazio. In due anni équipes di cervelli impegnati nel campo delle bioscienze verranno così incontro ai bisogni d’innovazione delle Pmi laziali, offrendo loro supporto nella progettazione  e nello sviluppo di dispositivi d’avanguardia nel settore biomedicale.
 
Occasione per accendere i riflettori sul ponte “Università-imprese” è stata l’inaugurazione del 23° anno accademico dell’Università Campus Bio-Medico, avvenuta tra gli altri alla presenza di S.Em. Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, che durante l’omelia della S. Messa d’inaugurazione, riprendendo le parole di Papa Francesco, ha invitato a “rendere l’università un luogo in cui elaborare una cultura della prossimità e formare alla solidarietà”.
 
L’Ateneo è da sempre proteso verso l’innovazione, con il suo Centro Integrato di Ricerca (CIR), 40 unità operative, 20 laboratori di ricerca e oltre 100 ricercatori in organico al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
 
“Abbiamo proseguito nel rafforzamento del corpo docente e i frutti di tale impegno – ha ricordato il Presidente dell’Università, Felice Barela – sono i risultati lusinghieri dei nostri laureati in Medicina, che nel concorso nazionale per l’accesso alle scuole di specializzazione si sono collocati, secondo valutazioni esterne, tra i primi sei Atenei italiani”. “Una menzione speciale va poi ai nostri 17 docenti che sono rientrati nel novero dei Top italian scientists”
I risultati dell’attività di ricerca sono stati sintetizzati dal Rettore, Andrea Onetti Muda. “Per il 2014 abbiamo avuto una crescita dell’11% del numero delle pubblicazioni, con un aumento del 22% dell’Impact factor normalizzato, l’indicatore internazionale della qualità delle stesse pubblicazioni.
 
Oltre 130 sono i progetti di ricerca attivi negli ultimi 12 mesi, con un balzo di quelli presentati su bandi europei del 75% rispetto al 2014.”
 
“Alla nostra selezione del personale docente – ha poi aggiunto il Rettore – abbiamo affiancato con molto coraggio la valutazione esterna del nostro Policlinico con la Joint Commission International, il più grande organismo internazionale di verifica della qualità, autocandidandoci inoltre per la visita dell’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione dell’Università e la ricerca”.
 
Premiato Giovanni Di Pino, “Top young scientists” d’Europa
Insieme al Rettore, Andrea Onetti Muda, il Ministro ha poi premiato il ricercatore del Campus Bio-Medico Giovanni Di Pino, appena inserito tra i top young scientists d’Europa grazie al suo progetto, selezionato tra oltre tremila, che promette di rivoluzionare le strategia di ricerca per lo sviluppo di mani bioniche per gli amputati. Un’idea che sposta i termini del problema, non partendo più dallo sviluppo ingegneristico delle protesi, ma dai processi cerebrali che portano il cervello a concepire un oggetto come integrato al proprio corpo. Se il progetto verrà realizzato nei prossimi 5 anni si potranno trasformare le protesi in mani biolelettroniche capaci di essere riconosciute dagli amputati come realmente proprie.
 
Il dottorato in azienda
I percorsi del “Graduate Program” si sviluppano all'interno delle due facoltà di medicina e ingegneria e, più specificamente, riguardano: bioingegneria (laurea in ingegneria biomedica e dottorato in bioingegneria e bioscienze); ingegneria industriale (laurea in ingegneria chimica per lo sviluppo sostenibile e dottorato in bioingegneria e bioscienze); chimica e biochimica degli alimenti (laurea in scienze dell'alimentazione e dottorato in bioingegneria e bioscienze). I posti disponibili sono 6 (due per ciascun percorso) e prevedono una selezione in base ai voti della laurea di primo livello e a colloqui (www.unicampus.it/offerta-formativa/graduate-program). “L’obiettivo – spiega il pro-rettore alla ricerca Eugenio Guglielmelli – è creare delle figure utili all'azienda per innovare i prodotti o i processi produttivi”.
Le imprese possono finanziare in tutto o in parte il percorso degli studenti e avviano un percorso di apprendistato al loro interno, con eventuale impegno di assunzione al raggiungimento dei titoli accademici.
 
Il Progetto “Intese”
Con “Intese” si mette a disposizione del mondo d’impresa il Know-how dei ricercatori dell’Ateneo su: dispositivi medici, neuroscienze, biorobotica, farmaceutica, agroalimentare, tecnologie dell’informazione, della comunicazione, dell’automazione e della robotica.
Verrà data l’opportunità a neo-laureati, dottorandi e giovani ricercatori UCBM di effettuare stage, tirocini e attività congiunta di ricerca con le imprese, per un totale di 22mila ore complessive. Potranno essere depositati brevetti in contitolarità con le aziende o concesse licenze d’uso di soluzioni tecnologiche  e prototipi brevettati dall’Università per favorirne la commercializzazione.
Per mezzo di “Intese” potranno inoltre nascere “spin-off” in compartecipazione tra imprese e ricercatori, grazie anche all’avvicinamento delle “start-up” alla micro finanza. Il tutto per un più rapido passaggio delle tecnologie sperimentali dai banconi di laboratorio alle catene produttive.
 
Il giudizio delle aziende che hanno assunto i neo laureati UCBM
Il feeling tra l’Università Campus Bio-Medico e le imprese è del resto confermato dal giudizio più che positivo che queste ultime danno dei laureti UCBM assunti come dipendenti o collaboratori in azienda. Molti “ottimi” ed “eccellente”, insieme a un quarto di giudizi omologati come “buono” sono i voti che i giovani laureati hanno conseguito in fatto di  competenze, preparazione di base e specialistica, capacità di gestore degli sviluppi nel settore industriale, conoscenza delle tecnologie, attitudine alla soluzione dei problemi e creatività.

Tra i punti di forza sottolineati dalle imprese: le capacità comunicative, il lavoro di squadra, le esperienze nel campo del “networking”, l’approccio multidisciplinare.

Nella survey possibili miglioramenti sono indicati: nell’integrazione con il mondo industriale biomedicale, nel project management, nello sviluppo delle competenze analitiche e progettuali. L’offerta formativa è considerata in linea con le direttrici di sviluppo industriale dalla maggior parte delle imprese.
Divergenti, infine, le valutazioni sui fattori di rischio che potrebbero ridurre la possibilità d’impiego dei neo-laureati: si va dall’offerta limitata nel settore ospedaliero alla necessità di ricoprire ruoli orientati verso il cliente, passando per la scarsa propensione delle imprese a valorizzare il lavoro creativo e la generale difficoltà dell’industria biotecnologica in Italia.

11 Novembre 2015

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