Intramoenia. Ugl Medici: “Adesso basta con l’allargata”

Intramoenia. Ugl Medici: “Adesso basta con l’allargata”

Intramoenia. Ugl Medici: “Adesso basta con l’allargata”
Ma il sindacato non si ferma qui: "A non funzionare è tutta la libera profesione. Si paghino di più i medici e si pretenda il tempo pieno". E al sen. Marino dice: "applicare la Legge 120 del 2007, non serve per interrompere il circolo vizioso che si protrae da più di un decennio".

Sulle polemiche scaturite dalla nuova proroga all'intramoenia allargata interviene anche Maurizio Angeloni, Consigliere Nazionale UGL Medici che, rivolgendosi in particolare alle affermazioni del senatore Marino, sottolinea come "di fronte alla proroga dell’intramoenia allargata al 31 Ottobre, applicare la Legge 120 del 2007 (effettuarla dopo l’orario di lavoro) come chiede il Sen. Marino, non serve per interrompere il circolo  vizioso che si protrae da più di un decennio e ha comprovocato il conflitto di interessi alla base delle liste di attesa".

"In Italia, infatti, si sa, è ormai tradizione che “fatta  la legge trovato l’inganno”, per cui – prosegue Angeloni –  gli stessi legislatori si inchinano al potere elettorale delle classi a cui le leggi stesse sono dirette e le modifichino o le ignorino a loro favore".
"Per questo motivo la legge 120 del 2007, e ancor prima il DLgs 229/1999, sono state di fatto ”una opzione” e non un dovere, come si verifica in altri paesi, più seri, dove le leggi del Parlamento o i Decreti del Governo – aggiunge l'esponenete Ugl – sono emanate per essere appplicate e non eluse".
"Il normare la intramoenia allargata, come fu fatto a suo tempo dalla Bindi senza avere la possibilità di applicarla in pieno, mancando le infrastrutture adatte, era evidentemente parte di una strategia demagogica per nascondere dietro apparenti buone intenzioni – scrive ancora Angeloni – la mancanza di volontà di modificare lo status quo".
 
"Oggi, per quelli che hanno a cuore il SSN e la professione medica intesa come servizio ai pazienti e non solo come mera fonte di guadagno, – aggiunge – è  inutile  riproporre leggi o misure per una intra-moenia allargata che non è, nella maggior parte dei casi, altro che una libera professione pura a casa propria, utile sopratutto soprattutto per risuscitare sanità privata parassitando quella pubblica".
"Al contrario – conclude Angeloni – occorre equiparare gli stipendi dei sanitari pubblici agli standard europei e pretendere per i lavoratori del SSN un rapporto esclusivo a tempo pieno, dimenticando i pretestuosi riferimenti al diritto di esercitare una libera professione che non troverebbe neanche una collocazione adeguata in una medicina altamente avanzata".
 

02 Luglio 2012

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