L’ingegnere clinico oggi in Italia: identikit di una professione centrale nella sfida dell’innovazione tecnologica in sanità

L’ingegnere clinico oggi in Italia: identikit di una professione centrale nella sfida dell’innovazione tecnologica in sanità

L’ingegnere clinico oggi in Italia: identikit di una professione centrale nella sfida dell’innovazione tecnologica in sanità
Nella giornata inaugurale del convegno di firenze celebrati i 30 anni di vita dell'Associazione Italiana Ingegneri Clinici

Con l’intervento del presidente AIIC Umberto Nocco si è aperto a Firenze il 23° Convegno dell’Associazione Italiana Ingegneri Clinici, evento che coincide con il 30° anniversario della fondazione dell’associazione. Il titolo del Convegno 2023 in questo senso lancia un messaggio ampio: Innovazione e accessibilità: il governo delle tecnologie sanitarie come sfida sociale (10-13 Firenze, Fortezza da Basso).

Nell’occasione Nocco ha presentato la fotografia della professione dell’ingegnere clinico oggi in Italia. I professionisti di settore iscritti ad AIIC sono 1976, numero che certifica una progressione importante, strettamente connessa con lo sviluppo dei corsi formativi accademici in ingegneria clinica: basti pensare che nell’anno della fondazione (1993) gli iscritti AIIC erano 18, passati a 382 nel 2008 ed arrivati a 1293 nel 2014.

“I numeri degli ingegneri clinici sono in costante crescita”, ha sottolineato il presidente AIIC, “ed indicano una distribuzione geografica pressoché omogenea tra Nord (39%), Centro (23%) e Sud (38%). Inoltre è interessante osservare la popolazione professionale: la componente giovane è sempre più rilevante, mentre la componente ‘al femminile’ sta diventando la maggioritaria, anche se oggi c’è assoluta parità nell’equilibrio dei generi”. Proprio la composizione professionale dal punto di vista dell’età offre questo dato importante: il 52% della professione è di 30-39enni, mentre gli over 50 rappresentano il 15% degli ingegneri clinici, laddove gli under 30 sono già il 12% del totale. “Dati che offrono un’immagine dinamica e giovane di questo nostro mondo – dice Nocco – che è sempre più attrattivo e che segue l’impennata di attenzione offerta a tutto il mondo delle tecnologie avanzate”.

Da ultimo, nell’identikit dell’ingegnere clinico in Italia si nota che oggi questa figura è presente in differenti aree di attività: il 56% è occupato in area pubblica ed il 33% nell’area dei servizi. “I dati dimostrano il fatto che proprio il settore della sanità pubblica ha compreso l’importanza di questa professione”, ha concluso Umberto Nocco, “Trent’anni di lavoro puntuale e incessante a servizio del SSN e dei cittadini oggi dimostrano la loro efficacia e utilità. Il nostro continuo aggiornamento, gli interventi in ordine a sicurezza, manutenzione e implementazione, la disponibilità dimostrata anche in periodo pandemico a supportare ogni criticità con le competenze che sono specificamente nostre sono oggi la miglior carta di presentazione di una professione che è riconosciuta come chiave di una sanità avanzata e di qualità, vale a dire la sanità del futuro”. Gli interventi della sessione d’apertura del Convegno AIIC – da Maria Chiara Carrozza, presidente CNR, alla senatrice Beatrice Lorenzin, dal professor Walter Ricciardi ad Enrico Sostegni, presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana, ad Achillle Iachino, DG Dispositivi e Farmaci del Ministero della Salute – hanno tutti confermato la centralità che il ruolo dell’ingegnere clinico ha interpretato nell’evoluzione tecnologica della sanità italiana e auspicato il sempre più ampio coinvolgimento nella governance della sanità del Paese.

Corrado De Rossi Re

11 Maggio 2023

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