Liberalizzazione fascia C. Una pagina del Corriere per spiegare le ragioni del no

Liberalizzazione fascia C. Una pagina del Corriere per spiegare le ragioni del no

Liberalizzazione fascia C. Una pagina del Corriere per spiegare le ragioni del no
Un appello ai cittadini, ai giovani farmacisti, ai politici, al Governo e al Presidente della Repubblica. “Si perderà l’efficienza e la continuità del servizio ma anche l’indipendenza del farmacista”. Così il comunicato di Federfarma apparso oggi sul quotidiano.

Una pagina intera del Corriere della Sera di oggi per spiegare le ragioni del no e provare anche la via dell’appello pubblico per far cambiare idea al Governo sul decreto che liberalizza la vendita dei farmaci in fascia C con obbligo di ricetta.

Ecco il testo dell'appello di Federfarma:

Ci rivolgiamo ai cittadini che apprezzano il nostro insostituibile ruolo di consiglieri della loro salute e la nostra incessante presenza 24 ore su 24, 365 giorni l’anno, con le nostre 17.500 farmacie presenti nelle grandi città e disseminate nei luoghi più sperduti del territorio italiano;
ai giovani farmacisti che si affacciano alla professione credendo di contare su una carriera professionale che li conduca alla titolarità con criteri di merito per servizio;
ai politici che sanno quanto sia importante che la salute dei cittadini non sia abbandonata alle logiche commerciali;
ai responsabili del Governo che dovrebbero rispondere degli impegni assunti in campo europeo anziché alle richieste delle segreterie politiche dei partiti, creando vero sviluppo e veri tagli alle spese ed evitando che, con le riforme delle professioni, forti interessi prevarichino sull’autonomia dei professionisti e smembrino i luoghi controllati e sicuri della salute;
al Presidente della Repubblica, garante della Costituzione italiana che sancisce espressamente il diritto di tutela della salute del cittadino.
Oggi, portando i farmaci distribuiti con ricetta fuori dalla farmacia, si perde l’efficienza e la continuità del servizio e l’indipendenza dell’attività del farmacista”.
Chiediamo solo di poter presentare la nostra proposta di riforma, per aprire rapidamente più farmacie, per far risparmiare i cittadini e ridurre la spesa del Servizio sanitario nazionale.
Non facciamo scelte che ci portino fuori dall’Europa con norme presenti in alcun Paese al mondo".
 

10 Dicembre 2011

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