Liberalizzazioni. Racca (Federfarma): “Un provvedimento miope. Nutriamo gravi preoccupazioni”

Liberalizzazioni. Racca (Federfarma): “Un provvedimento miope. Nutriamo gravi preoccupazioni”

Liberalizzazioni. Racca (Federfarma): “Un provvedimento miope. Nutriamo gravi preoccupazioni”
Pur tenendo conto dell’innalzamento del quorum a 3.300, per Federfarma il provvedimento è destinato a “a scontentare il mondo delle farmacie". Sia titolari, "fortemente critici", che "la maggior parte dei farmacisti collaboratori, che avranno scarsissime possibilità di vincere i concorsi”.

"Nutriamo gravi preoccupazioni per il futuro del servizio farmaceutico”. Questo il commento a caldo di Federfarma sul testo dell’articolo 11 del decreto liberalizzazioni appena approvato dalla X commissione Senato.

“Ad una prima lettura – spiega una nota del sindacato dei titolari di farmacia -, il provvedimento che sarà domani all’esame dell’Aula del Senato contiene misure destinate a scontentare il mondo delle farmacie. Siamo fortemente critici noi titolari di farmacia così come la maggior parte dei farmacisti collaboratori di farmacia, che avranno scarsissime possibilità di vincere i concorsi”.

Secondo Federfarma con il provvedimento “si è voluto accontentare qualcuno e, nel farlo, non si è pensato al sistema farmaceutico nella sua interezza né alle necessità di salute dei cittadini. Ancora una volta la farmacia è vista come esercizio meramente commerciale invece che come importante presidio di salute pubblica del Ssn”.

In particolare, per Federfarma, “in nome delle logiche di mercato vengono messi in discussione i turni notturni delle farmacie, dimenticando che la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali ha creato tali problemi da indurre diverse Regioni, di vari schieramenti politici, a ricorrere alla Corte Costituzionale. In realtà – aggiunge la nota – più che apportare miglioramenti al servizio reso dalle farmacie si è voluto aumentare indiscriminatamente il numero degli esercizi e inserire elementi di concorrenza in un settore che necessitava solo di una riforma seria, come avevamo chiesto. Per esempio che senso ha rincorrere gli sconti su prezzi che sono amministrati dallo Stato? O la liberalizzazione selvaggia degli orari delle farmacie con la conseguenza che di notte diventerà più difficile trovare una farmacia aperta?”

“Pur tenendo conto dell’innalzamento del quorum a 3.300 abitanti (rispetto ai 3.000 del decreto originale) – osserva il presidente Federfarma Annarosa Racca – rimane una grande amarezza per un provvedimento che rende impossibile mantenere la attuale qualità del servizio farmaceutico assicurato ai cittadini”.
 
 

28 Febbraio 2012

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