Malattie da vettori. Grasselli (Sivemp): “I costi esplodono ma non le iniziative di prevenzione” 

Malattie da vettori. Grasselli (Sivemp): “I costi esplodono ma non le iniziative di prevenzione” 

Malattie da vettori. Grasselli (Sivemp): “I costi esplodono ma non le iniziative di prevenzione” 
Un recente studio internazionale ha evidenziato che tra il 1975 e il 2020, i costi totali dovuti alle zanzare invasive, come Aedes a Egypti e Aedes albopictus, vettori della febbre dengue, della chikugunya e del virus Zika, ammontano a circa 94,7 miliardi di dollari. “La prevenzione è vantaggiosa, ma non riscuote la giusta attenzione” sottolinea il presidente Sivemp

“Il 26 giugno è stato segnalato in Italia, nella provincia di Modena, il primo caso autoctono di West Nile Virus (WNV) nell’uomo che si è manifestato nella forma neuro-invasiva. Non è un evento inatteso. Nel nostro Paese, infatti, questo virus circola annualmente durante la stagione estiva, quando sono maggiormente attive le zanzare del genere Culex che trasmettono l’infezione”. E i costi causati esplodono.

A puntare i riflettori sul tema è la SIVeMP. Un recente studio internazionale condotto da scienziati di IRD, CNRS e MNHN, ricorda una nota, ha evidenziato che tra il 1975 e il 2020, i costi totali dovuti alle zanzare invasive, come Aedes a Egypti e Aedes albopictus, vettori della febbre dengue, della chikugunya e del virus Zika, ammontano a circa 94,7 miliardi di dollari, per un costo medio annuo di 3,29 miliardi di dollari, con un picco di 20,9 miliardi di dollari nel 2013.

Gli scienziati sottolineano che i costi associati alle perdite e ai danni causati dalle malattie trasmesse da queste zanzare siano sottostimati perché raramente quantificati o riportati in molti paesi e quindi calcolati esclusivamente sui costi effettivi riportati nella letteratura scientifica.

Questi costi – prosegue la nota – sono letteralmente esplosi a partire dai primi anni 2000, mentre gli investimenti nella gestione e nella prevenzione dei rischi sanitari emergenti, attraverso monitoraggio, controllo dei vettori e altre azioni preventive, compreso lo sviluppo di vaccini, sono rimasti stabili, costantemente inferiori ai costi dei danni e rappresentano solo una frazione dei costi totali.

“Che non esistano da tempo strategie per salvare il Ssn e la sanità pubblica non ci sorprende più, ma non riusciamo a comprendere come gli economisti sanitari, sempre prodighi di suggerimenti restrittivi della spesa sanitaria, applicando le loro teorie aziendalistiche non si siano mai accorti, misurandoli con proverbiale accuratezza, dei costi della assenza di iniziative di prevenzione efficaci proprio a ridurre la spesa sanitaria, oltre a evitare patologie che deprimono la potenzialità lavorativa e di produzione di PIL di migliaia di persone” ha commentato il Segretario Nazionale del SIVeMP, Aldo Grasselli.

“Le spese evidenziate dallo studio si devono sommare ai danni di salute patiti dalle persone, alle quali, invece, dovremmo garantire la maggiore tutela dell’integrità della loro salute, riducendo le spese infruttuose generate dalla cura delle patologie. La prevenzione è vantaggiosa, ma non riscuote la giusta attenzione” conclude Grasselli.

01 Luglio 2024

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