Mandelli (Fofi): “Il farmacista non è ‘un incollatore di fustelle’ come qualcuno continua a pensare”

Mandelli (Fofi): “Il farmacista non è ‘un incollatore di fustelle’ come qualcuno continua a pensare”

Mandelli (Fofi): “Il farmacista non è ‘un incollatore di fustelle’ come qualcuno continua a pensare”
Con la legge di stabilità appena approvata dalla Camera ed ora in dirittura d’arrivo al Senato si conferma lo stanziamento di 1 milione di euro per remunerare la prestazione intellettuale del farmacista impegnato nel monitoraggio e gestione dell’aderenza terapeutica per l’asma. Un successo della professione e una conferma del suo ruolo a tutela della salute dei cittadini testimoniato anche da altri iniziative della Fofi

Magari lo si dice con eccessiva frequenza, ma questo che si chiude è stato davvero un anno molto intenso per la professione del farmacista. Un anno che ha portato con sé motivi di grande soddisfazione ma anche esperienze dolorose. E’ senz’altro una soddisfazione grandissima vedere che è previsto nella Legge di Stabilità uno stanziamento per remunerare una prestazione intellettuale del farmacista, la Medicine use review. Indipendentemente da qualsiasi considerazione sui dettagli operativi si tratta di una svolta fondamentale, che taglia alla radice tutta la retorica maligna sul farmacista “che si laurea per incollare le fustelle”. Se ci si riflette è un cambiamento enorme: il segno che è anche il farmacista, e non soltanto il farmaco, a fare la differenza in termini di salute del cittadino.

E questo risultato è stato preparato da altri successi della linea federale, a cominciare dalla conclusione più che positiva dello studio Re I-MUR, che ha dimostrato le potenzialità dell’intervento del farmacista a supporto dell’aderenza alla terapia e anche i vantaggi economici e organizzativi che derivano al Servizio sanitario dalla messa a sistema dei farmacisti di comunità. Anche in questo caso, una prima assoluta. C’è molto altro ancora, come la pubblicazione del regolamento del Fascicolo sanitario elettronico, che inserisce il dossier farmaceutico aggiornato dal farmacista tra gli elementi indispensabili.
 
In definitiva, un anno in cui il progetto federale per l’evoluzione del ruolo del farmacista – sul territorio, nell’ospedale, dovunque le sua capacità e le su competenze trovano la giusta collocazione – ha registrato importanti progressi. Non ci fermeremo qui, è chiaro a tutti: bisogna consolidare i risultati raggiunti e insistere sugli aspetti che ancora attendono una soluzione: dalla riforma del sistema previdenziale di categoria all’ampliamento della presenza dei farmacisti nel servizio sanitario, dalla riforma del corso di laurea e dell’esame di Stato alla remunerazione degli specializzandi. Non ho certo remore a ribadire che tutto il Comitato Centrale della FOFI, il vicepresidente Senatore Luigi D’Ambrosio Lettieri, il segretario Maurizio Pace e io continueremo a impegnarci senza risparmio come abbiamo fatto finora.

Ma, come dicevo all’inizio, abbiamo avuto anche momenti dolorosi. Ci ha lasciato Giacomo Leopardi, il presidente Leopardi. Come ho detto nell’ultimo Consiglio nazionale, è difficile anche soltanto pensare che non sarà più fisicamente qui. Ognuno di noi ha senz’altro un ricordo intimo e personale del presidente, tanto grandi erano la sua capacità di ascolto, la sua disponibilità, il suo interesse per tutti i colleghi. Ma non erano certo inferiori la sua intelligenza, la sua capacità di cogliere il quadro generale e di ricondurlo a una sintesi, a volte magari affidata a una sentenza ironica, la sua capacità di mediare senza scendere a compromessi deteriori, di essere fermo ma mai prepotente, autorevole ma non autoritario. Tutti noi dobbiamo molto a Giacomo Leopardi che è stato e sarà sempre con noi. E che, ne sono certo, oggi sarebbe felice di apprezzare i risultati che abbiamo raggiunto, lui che è sempre stato uno di noi farmacisti, uno che ha saputo indicare una via.

Andrea Mandelli
Presidente Fofi

Andrea Mandelli

21 Dicembre 2015

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