Master Infermiere Territoriale: una risposta alle competenze richieste dal DM77

Master Infermiere Territoriale: una risposta alle competenze richieste dal DM77

Master Infermiere Territoriale: una risposta alle competenze richieste dal DM77
Il Master Infermiere Territoriale promosso dall’Università di Siena offre ai professionisti l’opportunità di ampliare le proprie competenze nella direzione del DM77 che vede gli infermieri sempre più inseriti in strutture territoriali e in team multidisciplinari.

A partire dall’anno accademico 2022-2023 l’Università di Siena, con il supporto incondizionato di Roche, offre a tutti gli infermieri un nuovo percorso formativo, il Master “Infermiere Territoriale”.

Come spiega Fabio Ferretti, Professore Associato di Medicina Legale alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Siena e referente del Master, il Master risponde alle esigenze nate con il Decreto Ministeriale 77 (Nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel SSN).

“Il master Infermiere Territoriale nasce sulla base dell’esigenza di dover adeguare le competenze e le capacità degli infermieri, che si trovano ad operare in un assetto organizzativo dell’assistenza territoriale profondamente modificato e riorganizzato dal Decreto Ministeriale 77”, osserva Ferretti.

Il DM 77 individua il ruolo dell’infermiere in diversi momenti dell’assistenza territoriale. “L’infermiere viene inserito nel team dell’analisi dei bisogni di salute, per esempio, quindi all’interno di un team multidisciplinare. Nel decreto si parla anche di casa della comunità, di consultorio familiare e di tante altre strutture nelle quali l’infermiere troverà una sua collocazione”, nota Ferretti.

L’obiettivo del Master è proprio quello di fornire al professionista competenze più ampie, che gli permettano di gestire la relazione con il paziente e di intraprendere relazioni complesse con diversi professionisti dei gruppi di lavoro.
“Il Decreto Ministeriale è finalizzato anche a implementare l’uso della telemedicina per tutti i processi dell’assistenza territoriale. Proprio per questo uno spazio significativo del Master sarà dedicato agli strumenti di telemedicina, spiegheremo come si usano e con quale obiettivo”.

Ferretti osserva anche che, negli anni precedenti, sono stati attivati numerosi percorsi formativi per infermieri, che hanno avuto vario successo. “Parlo dell’infermiere epidemiologo, dell’infermiere di comunità. Ad oggi solo la figura dell’infermiere coordinatore e dell’infermiere di famiglia e di comunità hanno trovato collocazione, in termini di ruolo, nella contrattualistica aziendale, mentre le altre figure non si sono mai trasformate in collocazioni di ruolo nelle organizzazioni sanitarie”.

Con il Master Infermiere Territoriale, conclude Ferretti, si apre la possibilità di supportare il percorso formativo con un decreto che definisce esattamente le funzioni richieste dall’infermiere. “Il Master permette di sviluppare delle competenze che sono aderenti a quelle richieste dal Decreto Ministeriale”.

Luca Fialdini, Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Massa Carrara e Segretario del coordinamento Regionale OPI Toscana, che dà voce ai 30.000 infermieri della Regione, commenta: “L’infermieristica di comunità e famiglia è il modello scelto per garantire prossimità delle cure e dell’assistenza. Come coordinamento regionale siamo felici dell’attivazione di un nuovo percorso accademico che riguarda la presa in carico dei cittadini all’interno del nostro Sistema Sanitario regionale e nazionale”.

Fialdini sottolinea che le sfide che i professionisti dovranno affrontare sono molteplici e portano gli infermieri ad investire nella professione per garantire un sistema di qualità per una presa in carico efficiente dal parte del SSN

“Noi supportiamo tutti i percorsi formativi accademici e questo Master ne è un esempio. Servono professionisti sempre più specializzati per affrontare le sfide date dal PNRR e dal Decreto Ministeriale 77, che chiede una garanzia degli standard territoriali. Le nostre competenze specialistiche saranno richieste anche nell’ambito delle cure primarie, all’interno delle case della comunità e nelle COT (centrali operative territoriali)”.

DECRETO 23 maggio 2022, n. 77. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/06/22/22G00085/sg


C.d.F.

11 Gennaio 2023

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