Medici cattolici. Boscia: “No a trasformazione dei delitti contro la vita in diritti dell’uomo”

Medici cattolici. Boscia: “No a trasformazione dei delitti contro la vita in diritti dell’uomo”

Medici cattolici. Boscia: “No a trasformazione dei delitti contro la vita in diritti dell’uomo”
Così il presidente nazionale dell’Associazione medici cattolici italiani,intervenendo oggi ad un convegno organizzato a Roma dall’Ufficio per la pastorale della salute della Cei. “La trasformazione dei delitti in diritti è la situazione più grave che si riscontra nella nostra contemporaneità". In conclusione è stato stilato un "Manifesto per la vita" rivolto a operatori e istituzioni sanitarie.

“Proprio in un’epoca in cui si proclamano solennemente i diritti inviolabili della persona e si afferma pubblicamente il valore della vita, la legislazione di molti Stati incorre in sorprendenti contraddizioni”. Ad affermarlo, è Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione medici cattolici italiani, intervenendo oggi al convegno “Il Vangelo della vita per un nuovo umanesimo – Sfide e prospettive a 20 anni dalla pubblicazione dell’Evangelium Vitae”, organizzato a Roma dall’Ufficio per la pastorale della salute della Cei, in collaborazione con varie associazioni cattoliche del settore sanitario.

“Quotidianamente registriamo numerosi ‘attentati’ alla vita umana che vanno in direzione esattamente contraria a quella dovuta per il rispetto e la tutela della vita e sono una minaccia frontale, anche culturale, dei diritti dell’uomo – aggiunge il prof. Boscia -. Oggi il problema si pone come problema culturale, sociale e politico e presenta il suo aspetto più sovversivo soprattutto riguardo ai delitti contro la vita, intesi come legittime espressioni della libertà individuale da riconoscere e proteggere come veri e propri diritti”.

“La trasformazione dei delitti in diritti è la situazione più grave che si riscontra nella nostra contemporaneità. Occorre riflettere sulla vita come dono particolarmente prezioso da custodire, come amore, pienezza della verità e della giustizia”, ha concluso Boscia.
 
Al termine dei lavori del convegno è stato stilato un “Manifesto per la vita” che tra l’altro chiede:
– Ai professionisti della sanitàperché siano a servizio della vita nell’esercizio della loro missione “astenendosi da recar qualsiasi danno o offesa” ad alcuno (cfr. Giuramento di Ippocrate), soprattutto se malato, povero e fragile, e di non essere condizionati nell’esercizio della professione da interessi economici o di potere, liberi di esercitare il diritto di obiezione di coscienza (cfr. Costituzione Italiana, art. 2).
– Ai responsabili delle istituzioni sanitarie, anzitutto quelle di ispirazione cristiana,  perché anche di fronte alletrasformazioni organizzative e tecnologiche degli ultimi anni, contribuiscano con decisione a realizzare luoghi di evangelizzazione, di promozione e difesa della vita in ogni suo momento e manifestazione.
– Al mondo della politica e a quanti sono amministratori del bene comune perché la vita umana e la sua dignità sia tutela in ogni sua stagione, soprattutto quando essa si manifesta fragile, debole e indifesa, in un contesto sociale dove appaiono sovente fenomeni della cultura della morte. Inoltre auspichiamo una maggior attenzione alle politiche familiari, garanzia di futuro e di sviluppo del nostro Paese.
– A tutti, perché si promuova ad ogni livello e in ogni circostanza, nel rispetto della verità, una nuova cultura della vita, dell’incontro e della pace, radicati in una solida spiritualità evangelica, fondamento di identità e impegno.

30 Ottobre 2015

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