Medici di famiglia. Non c’è accordo sulla Riforma: sindacati e Regioni distanti. Il nodo è la dipendenza

Medici di famiglia. Non c’è accordo sulla Riforma: sindacati e Regioni distanti. Il nodo è la dipendenza

Medici di famiglia. Non c’è accordo sulla Riforma: sindacati e Regioni distanti. Il nodo è la dipendenza

Confronto franco al Ministero della Salute sulla riforma della medicina territoriale. Fimmg critica l’ipotesi di apertura alla dipendenza dei medici di famiglia, mentre le Regioni difendono compatte il testo elaborato insieme al Governo. Schillaci cerca la sintesi: “Spero in un rapido e sereno confronto su una riforma attesa da tempo”

Nessuna intesa, ma un confronto definito “franco” tra sindacati dei medici di medicina generale (Fimmg, Snami, Smi e Fmt) e Regioni. Si è concluso senza un accordo l’incontro convocato oggi al Ministero della Salute dal ministro Orazio Schillaci sulla riforma dell’assistenza territoriale e sul futuro della medicina generale.

Al centro del tavolo il testo predisposto dalle Regioni sulla base della proposta presentata dal ministro Schillaci, a fine aprile. Un confronto che, secondo quanto si apprende, avrebbe evidenziato ancora profonde distanze soprattutto sul nodo del rapporto di lavoro dei medici di medicina generale e sull’eventuale apertura alla dipendenza.

Alla riunione hanno partecipato il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, il presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, oltre agli assessori regionali alla Salute Guido Bertolaso e Massimo Fabi.

Presenti anche il presidente della Commissione Sanità del Senato Franco Zaffini, il presidente della Commissione Affari sociali della Camera Ugo Cappellacci, la senatrice Elena Murelli e il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Paolo Barelli.

“Dobbiamo dare ai cittadini una sanità più moderna e più vicina – ha dichiarato Schillaci al termine dell’incontro –. Vogliamo garantire più servizi ed evitare che vi siano ancora cittadini di serie A e cittadini di serie B con territori scoperti dai servizi sanitari. Spero in un rapido e sereno confronto su una riforma attesa da tempo e che guarda ai diritti dei cittadini”.

Le organizzazioni sindacali invieranno entro il prossimo giovedì le proprie osservazioni e proposte di modifica al testo attualmente in discussione.

Dal fronte sindacale, il segretario nazionale della FIMMG, Silvestro Scotti, ha sottolineato come il Ministero stia cercando una mediazione tra le parti, mentre le Regioni si sarebbero presentate “forti del loro documento”.

“Non abbiamo difficoltà a risolvere il problema delle Case della Comunità – ha spiegato Scotti – ma abbiamo difficoltà rispetto a un’apertura alla dipendenza che non è residuale ma senza limiti. In linea teorica una Regione potrebbe avere tutti medici dipendenti e un’altra tutti convenzionati”.

Le Regioni, invece, rivendicano la compattezza del documento presentato al tavolo. “Siamo compatti”, ha affermato Fedriga al termine della riunione.

Sulla stessa linea anche Rocca: “Il testo illustrato è condiviso da tutte le Regioni e nessuno vuole imporre diktat. Se il testo può essere migliorato attraverso i suggerimenti dei sindacati va bene, ma non devono esserci barriere ideologiche. Dobbiamo lavorare nell’interesse dei cittadini”.

Il presidente della Regione Lazio ha inoltre ricordato l’evoluzione delle proposte elaborate negli ultimi anni: “Siamo partiti quattro anni fa con un’ipotesi di dipendenza totale, poi si è passati a un canale duale e oggi si parla di dipendenza residuale. Il punto è che, dove non arriva il medico di medicina generale, dobbiamo poter procedere all’assunzione di personale a tempo indeterminato”.

L.F.

12 Maggio 2026

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