Medici e operatori sanitari pubblici. Consulcesi: “Tfr pagati dopo 2 anni. Pronte le diffide”

Medici e operatori sanitari pubblici. Consulcesi: “Tfr pagati dopo 2 anni. Pronte le diffide”

Medici e operatori sanitari pubblici. Consulcesi: “Tfr pagati dopo 2 anni. Pronte le diffide”
Il network legale denuncia come “il Tfr dei dipendenti pubblici viene pagato in netto ritardo rispetto al privato: una disparità di trattamento che dà diritto al risarcimento dei danni”. Coinvolti oltre 3 milioni di lavoratori, tra cui 700mila medici e operatori sanitari.

Il Tfr è costituito dai soldi che i lavoratori accantonano nel corso di tutta la loro vita professionale: per togliersi uno sfizio, per fare un regalo a figli e nipoti o semplicemente, come sempre più spesso accade, per sopravvivere durante la lunga stagione della vecchiaia. Tuttavia, in seguito al Decreto Salva Italia del 2011 si è creato un enorme divario tra i dipendenti pubblici e privati.
 
“Generalmente, nel settore privato –  spiega Consulcesi & Partners, network legale d’avanguardia nato sulla scia delle ventennali vittorie di Consulcesi nei tribunali di tutta Italia al fianco dei medici – la liquidazione avviene entro 45 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, mentre nel lavoro pubblico i termini sono assolutamente più lunghi, fino a un massimo di due anni, con un’evidente disparità di trattamento”.
 
“Un problema –rileva Consulcessi – che riguarda oltre 3 milioni di lavoratori, tra cui circa 700mila medici e operatori sanitari. La questione è stata oggetto anche della recente ordinanza del Tribunale di Roma (Sez. II lavoro) che ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale sostenendo che: “la corresponsione dilazionata e rateale del trattamento di fine rapporto nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato può essere disposta in via congiunturale e programmatica, comunque temporanea, con specifico riferimento alla gravità della situazione economica in un determinato periodo di crisi e non in via generale, permanente e definitiva, come avvenuto per la normativa in esame”. Nel caso specifico, il ricorso era stato presentato da un dipendente del Ministero di Giustizia nei confronti dell’INPS che ha erogato la liquidazione del TFR dopo 27 mesi”.
 
“È possibile – sottolineano i legali di Consulcesi & Partners – intraprendere un’azione legale per la dichiarazione di illegittimità del ritardo nell’erogazione del TFR, con richiesta di liquidazione degli interessi compensativi e moratori, oltre al risarcimento dei danni patiti. Il primo passo è procedere con una diffida indirizzata all’ente previdenziale di competenza a cui nelle prossime settimane arriveranno migliaia di richieste a cui siamo certi che se ne aggiungeranno molte altre visto la grande attenzione che stiamo riscontrando”.

11 Dicembre 2018

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