Medicina convenzionata. Fp Cgil Medici: “Sciopero medici di famiglia è insensato”

Medicina convenzionata. Fp Cgil Medici: “Sciopero medici di famiglia è insensato”

Medicina convenzionata. Fp Cgil Medici: “Sciopero medici di famiglia è insensato”
Il sindacato si schiera contro la giornata di protesta del 19 maggio proclamata da Fimmg.Il problema è la legge Balduzzi che “è illusionistica e velleitaria e non può portare a nulla. Senza investimenti e risorse, e senza idee non esistono riforme possibili. E infatti siamo ancora alla casella di partenza”.

“Il più grande sindacato dei medici di famiglia ha proclamato lo sciopero per il 19 maggio senza neanche cospargersi il capo di cenere. Contrariamente all'apparenza si tratta di una resa incondizionata. Una deriva della medicina generale che i medici non sono più disposti ad assecondare. E abbiamo segnali concreti: proprio in questi giorni, ad esempio in Sicilia, molti medici di famiglia stanno abbandonando quel sindacato”. E' quanto si legge in una nota della Fp Cgil Medici in merito allo sciopero proclamato dal Fimmg.
 
 
Il coordinatore nazionale Medicina Generale dei Medici della Fp Cgil, Nicola Preiti, sottolinea: “Contro chi si fa lo sciopero? Un terzo delle Regioni saranno rinnovate fra un mese e quindi anche la Conferenza delle Regioni e di conseguenza anche la Sisac. Cosa possono decidere ora: il terzo atto di indirizzo? Perché ora? E' da tre anni che diciamo (7 settembre 2012) che la legge Balduzzi è illusionistica e velleitaria e non può portare a nulla. Eppure la legge Balduzzi l'hanno tanto voluta e sostenuta, dichiarando che 'non avrebbero cambiato una virgola' e avrebbe portato alla soluzione dei problemi della medicina generale. Perché si è voluta quella legge ad isorisorse e a contratti bloccati? Senza investimenti e risorse, e senza idee non esistono riforme possibili. E infatti siamo ancora alla casella di partenza”.
 
 
“E perché – prosegue – si è avviata una trattativa 'a perdere' con le Regioni (attraverso la sisac)? Accettando le isorisorse era inutile trattare perché a pagare non potevano che essere medici e cittadini. Era evidente fin dal primo atto di indirizzo (e lo abbiamo scritto) che lo scopo delle Regioni era quello di fissare vincoli ai medici, far pagare alla categoria i cambiamenti e consegnarla al libero arbitrio alle Regioni. Infatti non si è vista nessuna proposta unitaria delle Regioni di riforma delle cure primarie. Perché si è andati avanti nella Trattativa degli equivoci? Si sciopera ora, a fine mandato, perché una trattativa impossibile è fallita? Ora non serve più. Ma il Re è nudo e si vede la piena responsabilità di chi ha portato (o lasciato portare) al naufragio la medicina generale e convenzionata”, conclude Preiti.

30 Aprile 2015

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