Microteam tra professionisti. Fnomceo: “Una nuova sfida con 20mila infermieri di famiglia a fianco dei medici”

Microteam tra professionisti. Fnomceo: “Una nuova sfida con 20mila infermieri di famiglia a fianco dei medici”

Microteam tra professionisti. Fnomceo: “Una nuova sfida con 20mila infermieri di famiglia a fianco dei medici”
Dopo il ministro Speranza, anche la Federazione degli Ordini dei medici apre alla proposta della Fimmg. Il presidente Anelli: "Il progetto rilancia l’assistenza territoriale quale primo mattone del Servizio Sanitario Nazionale, quello più prossimo al cittadino e inaugura un nuovo modello di collaborazione tra medici e infermieri che possono trovarsi a fare squadra anche sul territorio".

Il “microteam” con medico di famiglia, infermiere e collaboratore di studio, con l’integrazione del medico di continuità assistenziale, proposto ieri al Congresso della Fimmg, la Federazione dei Medici di Medicina Generale, in corso a Villasimius (CA), incassa, dopo l’Ok del Ministro Speranza, anche quello degli Ordini dei Medici.

“L’idea del microteam coincide con l’idea che anche noi, come Ordine, abbiamo da tempo – spiega il presidente della Fnomceo, la Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, Filippo Anelli -. L’idea di un vero lavoro di squadra, dove i professionisti operano in sinergia, esprimendo ciascuno le proprie competenze, nel rispetto del proprio ruolo”.

“Ha ragione il Ministro Speranza, quando dice che l’introduzione del microteam va nella direzione giusta – continua Anelli -. Non solo si creerebbero 20mila posti di lavoro per 20mila infermieri di famiglia, ma soprattutto si assicurerebbe ai cittadini un’assistenza completa e si consentirebbe agli ambulatori di erogare finalmente in maniera organica prestazioni diagnostiche di primo livello”.

“In altre parole, il progetto rilancia l’assistenza territoriale quale primo mattone del Servizio Sanitario Nazionale, quello più prossimo al cittadino – conclude – e inaugura un nuovo modello di collaborazione tra medici e infermieri che possono trovarsi a fare squadra anche sul territorio, come già in ospedale, offrendo al cittadino le migliori competenze professionali per cure di qualità”.   

10 Ottobre 2019

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