Nuove competenze infermieristiche. Lorenzin ha firmato la bozza di accordo. Il testo e la relazione

Nuove competenze infermieristiche. Lorenzin ha firmato la bozza di accordo. Il testo e la relazione

Nuove competenze infermieristiche. Lorenzin ha firmato la bozza di accordo. Il testo e la relazione
L’annuncio al convegno “Leopoldainfermieri” ad Ancona. Dopo il parere degli altri ministeri competenti il testo dell’accordo andrà all’esame della Stato Regioni per il sì definitivo. Proia (min. Salute): “Pronti a fare la stessa cosa per le altre professioni. I prossimi saranno i Tsrm”. IL TESTO e LA RELAZIONE.

“Dopo due anni di confronti e di trattative, anche attraverso un dibattito mediatico intenso, partecipato ed originale, giovedì 10 aprile il Ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, condividendolo, ha autorizzato la trasmissione agli altri Ministeri per acquisirne il parere degli altri Ministeri al fine di approvare la proposta di Accordo Stato – Regioni con il quale verranno definite nuove competenze avanzate e specialistiche per gli infermieri”;  ha comunicato Saverio Proia nel corso del primo evento della “Leopoldainfermieri” svoltosi ad Ancona lo scorso venerdì 11 aprile.
 
Proia ha ricordato che è stata già definita anche la proposta riguardante i tecnici di radiologia medica e sono programmati gli incontri per le altre professioni sanitarie e che si tratta di  un provvedimento richiesto dalle Regioni e con loro concordato  con cui  si potrà avviare, per la prima volta dalla costituzione del S.S.N.,  una  innovazione estesa e discontinua dell’organizzazione del lavoro sanitario che abbia la finalità di apprezzare  ruolo e funzione degli infermieri funzionale a fornire prestazioni sanitarie non solo in ospedale ma soprattutto sul territorio ai cittadini sempre più adeguate all’evoluzione scientifica e tecnologica ed al mutato quadro epidemiologico e nel contempo a mettere in condizioni le altre professioni, ad iniziare da quelle mediche, di operare valorizzando appieno la loro precipua essenza e finalità.
 
L’accordo una volta operante consentirà di “nazionalizzare”  quelle innovazioni già avviate in alcune Regioni, estendo quelle positive per dar vita a sistemi sanitari regionali che abbiano analoghe  velocità di funzionamento e sviluppo come di dar vita ad altre innovazioni, concordate e condivise dalle rappresentanze professionali e sindacali interessate.
 
Questo  provvedimento ha avuto come presupposto legislativo il fatto che  le professioni sanitarie infermieristiche, tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e la professione di ostetrica negli ultimi vent’anni in virtù della legislazione e normativa del settore (sempre approvata dal Parlamento all’unanimità)  sono state oggetto e soggetto di una profonda evoluzione ordinamentale e formativa che non ha pari in altri comparti di attività, tali da collocarle nell’alveo delle professioni sanitarie laureate ed autonome.
 
Per questo  il Ministro alla Salute e gli Assessori Regionali alla Sanità hanno deciso di rivisitare le competenze di queste professioni sanitarie per meglio interpretare e liberare il loro potenziale operativo nella forma più estesa possibile sulla base della vigente normativa (in larga parte ancora inattuata)  approvando e condividendo le proposte, elaborate dallo specifico Tavolo tecnico Ministero-Regioni,  per l’implementazione delle competenze delle professioni sanitarie e per l’introduzione delle specializzazioni previste dall’art.6 della legge 43/06, iniziando ad adeguare le competenze delle professioni infermieristiche, alla luce della evoluzione ordinamentale e formativa, a quella scientifica, tecnologica e dei nuovi modelli organizzativi.
 
“Per la valenza strategica propria di un processo che vuol  ridefinire una nuova organizzazione del lavoro sanitario  – ha dichiarato Proia nel suo intervento – , la proposta affida alle Regioni ed alle Aziende sanitarie il compito di promuovere la più ampia partecipazione, ricercandone l’apporto, il protagonismo attivo,  il consenso e la condivisione,  dei produttori di salute  coinvolti, ad iniziare da infermieri e medici,  partecipazione che sia in grado di dar corso a nuove e più avanzate relazioni funzionali interprofessionali in grado di accettare la sfida di costruire modelli organizzativi più adeguati ai  bisogni di salute dei cittadini e alla nuova realtà formativa ed ordinamentale degli operatori”
 
La proposta di Accordo è stata oggetto di una vasta consultazione con le rappresentanze professionali e sindacali di tutte le professioni sanitarie, recependo le loro osservazioni elaborando così una proposta con la quale si attribuiscono nuove e più avanzate e specialistiche competenze  agli infermieri, prevedendo anche una specifica formazione complementare svolta nel SSN ed in prospettiva adeguando gli ordinamenti didattici di tutti i corsi di studio universitari in scienze infermieristiche, così da attribuire agli infermieri  atti e competenze in virtù della loro formazione universitaria e del loro attuale  ordinamento professionale..
 
L’atteggiamento dubitativo di parte dei sindacati medici è stato successivamente modificato nella stesura avvenuta della proposta di Protocollo del Ministero sulla "Cabina di regia" del SSN  tra Ministero della Salute, Regioni e Sindacati, attualmente all’esame della Commissione Salute delle Regioni, laddove tutti i sindacati, compresi, quelli rappresentativi della dirigenza medica, hanno convenuto che “gli infermieri e le  altre professioni sanitarie, nell’ambito delle responsabilità già delineate dagli specifici profili professionali di riferimento, sono garanti del processo assistenziale, ed è per questo che è necessaria e non più rinviabile l’evoluzione professionale verso le competenze avanzate e di tipo specialistico” .
 
“Per consentire la massima efficacia da una così storica innovazione  –  ha concluso Proia –  sarà necessario lo sviluppo esteso di  una condivisione e compartecipazione   unitaria ed unificante del processo avviato nel  SSN tra Ministero della Salute, Regioni,  Sindacati e Rappresentanze professionali, sindacali e scientifiche tale da  avviare  un’evoluzione organica ed armonica  di tutta la sanità , con il protagonismo plurale dei produttori di salute che, nel meglio declinare l’organizzazione del lavoro al progresso scientifico e tecnologico,  accetti la attuale sfida di ottimizzare, qualificare e razionalizzare la spesa sanitaria per garantire al meglio il costituzionale diritto alla salute”.

14 Aprile 2014

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