Occhio ai traumi! Sono la causa del 35-40% delle cecità monoculari

Occhio ai traumi! Sono la causa del 35-40% delle cecità monoculari

Occhio ai traumi! Sono la causa del 35-40% delle cecità monoculari

Domani al Gemelli confronto di esperti sui traumi oculari del segmento posteriore, causa di importanti problemi visivi fino alla cecità, soprattutto tra gli uomini.

I traumi all’organo visivo sono responsabili di circa il 35-40% delle cecità monoculari e del 3,6% delle cecità bilaterali. L’incidenza dei traumi oculari è di circa 40.000 casi nuovi all’anno e il sesso maschile risulta più colpito in tutte le casistiche (circa l’80%) con un rapporto fra maschi e femmine di 5,5 a 1. Le persone più colpite da trauma oculare hanno un’età media intorno ai 30 anni. Gli incidenti casalinghi e i traumi sul lavoro rappresentano le cause più frequenti di queste patologie: circa il 40% dei traumi perforanti oculari sono da attribuire a incidenti domestici e oltre il 20% si verificano in ambito professionale.

I traumi oculari, la tipologia delle lesioni, la diagnosi, le cure, gli obiettivi della chirurgia e gli aspetti medico – legali connessi a queste patologie, saranno al centro del congresso “Traumi del segmento posteriore”, che si svolgerà domani, sabato 2 ottobre, al Policlinico “Agostino Gemelli” Il meeting, presieduto da Emilio Balestrazzi e Francesco Focosi, dell’Istituto di Oftalmologia dell’Università Cattolica di Roma, e Bruno Lumbroso, del Centro oftalmologico Mediterraneo di Roma, ha l’obiettivo di fornire un aggiornamento il più possibile completo in tema di traumatologia del segmento posteriore: dalla diagnosi alla terapia. I traumi del segmento posteriore sono spesso caratterizzati da una scarsa prognosi visiva. Spesso il trattamento di elezione è quello chirurgico, che presenta una notevole complessità di intervento. L’obiettivo della chirurgia nei traumi a bulbo aperto è quello di restituire una integrità anatomica in occhi gravemente lesionati, prevenire  e  trattare complicanze secondarie al trauma quali l’endoftalmite, il distacco di retina, la formazione di membrane ciclitiche e le lesioni tossiche  dovute alla ritenzione di corpi estranei  intraoculari. Nonostante le moderne tecniche di chirurgia vitreoretinica abbiano migliorato l’efficacia dell’intervento primario in caso di perforazioni e abbiano migliorato la prognosi visiva, molti aspetti chirurgici rimangono temi aperti e controversi. Mancano, inoltre, trials clinici prospettici e controllati: la letteratura scientifica esistente si basa su studi retrospettivi e sulle personali preferenze dei singoli oftalmologi.

“L’estrema variabilità della presentazione clinica, delle cause e dei possibili esiti sulla funzionalità visiva che condizionano la prognosi – spiega Emilio Balestrazzi, direttore della Clinica oculistica del Gemelli – rendono difficoltoso il confronto delle situazioni cliniche: ogni caso è singolo e quindi da trattare in maniera assestante. Da qui – conclude Balestrazzi – la necessità di confrontarsi sulla base della letteratura internazionale e della personale esperienza clinica sulle indicazioni e sulle scelte chirurgiche più adeguate nel caso di traumi del segmento posteriore, tuttora oggetto di discussione  controversa”.
 

01 Ottobre 2010

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