Oncologia. Solo il 15% dei primari è donna. E arrivano i coach per addestrarle a diventarlo 

Oncologia. Solo il 15% dei primari è donna. E arrivano i coach per addestrarle a diventarlo 

Oncologia. Solo il 15% dei primari è donna. E arrivano i coach per addestrarle a diventarlo 
I corsi Ecm sono promossi da Women for Oncology Italy e si inaugurano a Bologna il 12 e 13 maggio. Un vero e proprio percorso di coaching che insegna alle oncologhe a superare le barriere di genere. La due giorni si concluderà con il media training di Alessandro Cecchi Paone, giornalista e conduttore televisivo.

Multitasking, capaci, determinate ma ancora poco riconosciute nella leadership sanitaria. Se in Italia cresce il numero delle laureate (il 59,2% del totale laureati nel 2014) le donne fanno ancora fatica a raggiungere posizioni apicali nella carriera, anche in oncologia: oggi solo il 15% dei 223 primari italiani è donna.

Per sostenere la carriera dei camici ‘rosa’ in oncologia nasce Women for Oncology Italy (W4O Italy) un percorso di coaching indirizzato alle oncologhe italiane per potenziarne la formazione manageriale, imparare a superare ostacoli comuni o stereotipi di genere in corsia e nel mondo accademico,    e aprire così la strada a una futura classe dirigente al femminile più numerosa e preparata. Il progetto è uno spin-off dell’iniziativa internazionale ESMO Women for Oncology, lanciata nel 2013 dalla European Society for Medical Oncology (ESMO).

Il primo workshop di W4O Italy è dedicato al tema della comunicazione, verbale e non verbale. Tolto il camice bianco, le oncologhe saranno attrici per un giorno in un role-play formativo: con la collaborazione di attori professionisti, potranno perfezionare la gestione di situazioni comuni come il rapporto con il collega difficile, il colloquio di lavoro con il primario,    la richiesta di finanziamenti per un progetto scientifico. Parte del corso è dedicata anche al dialogo con il paziente oncologico.

"Essere donna – commenta Erika Martinelli, ricercatrice nella Seconda Università di Napoli e membro del comitato internazionale Women for Oncology – può facilitare l’instaurarsi di immediata empatia e legame di fiducia medico-paziente in caso   di tumori femminili, quali il carcinoma mammario o all’ovaio. Con  alcuni pazienti, soprattutto uomini, creare un contatto richiede più tempo e attenzione per superare imbarazzi o, a volte, preconcetti. Ancora oggi capita che il paziente chiami il medico donna ‘signorina’, mentre i nostri colleghi maschi sono tutti ‘dottori’ o addirittura ‘professori’"..

La due giorni si concluderà con il media training di Alessandro Cecchi Paone, giornalista e conduttore televisivo, e con le testimonianze di donne che hanno raggiunto il successo nell’oncologia italiana e internazionale, modello per le future generazioni.

"Avere un mentore – conclude Rossana Berardi, del comitato W4O Italy e Direttore della Clinica di Oncologia Medica dell’A.O.U. Ospedali Riuniti di Ancona  – è una fortuna ma anche una scelta per le oncologhe più giovani: è importante che sappiano riconoscere e seguire chi le aiuterà a valorizzarsi, oppure trovare il coraggio di cambiare strada di fronte a  cattivi maestri, uomini o donne che siano. Il corso si rivolge in particolare alla fascia di età 35-50 anni, quella più critica perché spesso non si è ancora raggiunta una posizione di rilievo sul lavoro e, in molti casi, si fanno scelte importanti nella sfera privata. Una fascia di grande interesse perché ha ancora tanto margine per crescere e porsi nuovi obiettivi, e da cui può nascere la futura leadership sanitaria  al femminile".

Il corso rientra nel programma nazionale di educazione in medicina continua (ECM).


 


Lorenzo Proia

11 Maggio 2016

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