Orario lavoro. Cassi (Cimo): “No ad ogni proposta di deroga. Denunceremo ogni direttore generale che non rispetta le regole”

Orario lavoro. Cassi (Cimo): “No ad ogni proposta di deroga. Denunceremo ogni direttore generale che non rispetta le regole”

Orario lavoro. Cassi (Cimo): “No ad ogni proposta di deroga. Denunceremo ogni direttore generale che non rispetta le regole”
Questo il commento del presidente Cimo sull'applicazione della Direttiva sulll'orario di lavoro dei medici. "C’è la legge di stabilità all’esame del Parlamento, se c’è una davvero volontà di risolvere la situazione, possono trovare finanziamenti destinati ad assumere medici per coprire l’emergenza".

“Non ho mai compreso come si sia arrivati ad applicare al lavoro del medico in ospedale una normativa per lavoratori turnisti. Ritengo che una volta tanto, la colpa non sia dell’Europa ma della legislazione italiana che ha snaturato il ruolo del medico omologandolo ad altre figure 'dirigenziali'. Una normativa per la quale il medico, una volta è dirigente, un’altra, come in questo contesto, non lo è, ma soprattutto non è mai un professionista di elevata competenza e professionalità, va modificata al più presto". Questo il commento del presidente Cimo, Riccardo Cassi.
 
"L’art. 7 del Ccnl ora abrogato per legge, era forse più adeguato ad essere applicato nel Ssn, dove i riposi ed i diritti dei professionisti devono potersi integrare con quelli dei cittadini ed alla continuità delle cure. Ma aveva due grossi difetti: prevedeva un datore di lavoro 'illuminato', conscio della tipologia del lavoro dei propri dipendenti medici e dei rischi conseguenti ad uno sfruttamento degli stessi; non prevedeva numeri e sanzioni, di conseguenza non è mai stato applicato, negando riposi ed imponendo turni massacranti. Governo e Regioni hanno avuto un anno di tempo per predisporre le modifiche organizzative e normative necessarie e avevano anche tutti gli strumenti necessari, come l’art.22 del patto per la salute e l’applicazione corretta degli standard ospedalieri", prosegue Cassi.
 
"Il primo si è impantanato nelle sabbie mobili dei veti incrociati e nella difesa da parte dell’Università di privilegi fallimentari e, questi sì, fuori dall’Europa. La seconda è stata stravolta, decapitando le UO semplici e complesse, dividendole su più presidi tenuti aperti solo per motivi clientelari, facendo ricadere sui medici, condizioni di lavoro insopportabili e sui cittadini rischi inaccettabili in tema di sicurezza delle cure. Per questo noi diciamo no ad ogni ipotesi di deroga o di rinvio e denunceremo in ogni Azienda sanitaria d’Italia, i Direttori Generali che non rispetteranno le norme, oltre a continuare a dare supporto ai nostri iscritti nelle cause per danni. C’è la legge di stabilità all’esame del Parlamento, se c’è una davvero volontà di risolvere la situazione, possono trovare finanziamenti destinati ad assumere medici per coprire l’emergenza, inserire norme cogenti che consentano la definizione della nuova figura professionale del medico e nuove regole per il suo lavoro. Attendiamo – conclude Cassi – che Governo e Regioni ci convochino al più presto. La soluzione è politica, prima che contrattuale".

10 Novembre 2015

© Riproduzione riservata

Pnrr. Cgil: “Case e Ospedali di Comunità, pochi completati e senza personale. Così si spalancano le porte al privato”
Pnrr. Cgil: “Case e Ospedali di Comunità, pochi completati e senza personale. Così si spalancano le porte al privato”

"Troppo poco e troppo tardi. È questo il bilancio di quanto realizzato finora, in cinque anni di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: poche opere completate e collaudate e soprattutto...

Medicina generale. In oltre metà delle Regioni più candidati che borse, Fimmg: “Nessuna opportunità formativa vada sprecata”
Medicina generale. In oltre metà delle Regioni più candidati che borse, Fimmg: “Nessuna opportunità formativa vada sprecata”

In oltre metà delle Regioni italiane i medici che hanno partecipato al concorso per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2026-2029 sono più numerosi...

Medicina generale. In Lazio 336 candidati per 200 posti, Fimmg: “Nessuna crisi vocazionale”
Medicina generale. In Lazio 336 candidati per 200 posti, Fimmg: “Nessuna crisi vocazionale”

Sono stati 336 i medici che hanno sostenuto la prova scritta del concorso per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale nel Lazio, svoltosi il 21 ottobre 2026,...

Sanità privata. Contratti fermi al 2018. Nursind: “Pronti a due giorni di sciopero”
Sanità privata. Contratti fermi al 2018. Nursind: “Pronti a due giorni di sciopero”

Una o due giornate di sciopero se non si sbloccherà il rinnovo dei contratti della sanità privata, fermi al 2018. È quanto annuncia Nursind al termine dell'incontro del 21 ottobre...