Ortoplastica fondamentale per 1 paziente su 3 con trauma osseo. Per gli esperti sono troppo pochi i centri specialistici

Ortoplastica fondamentale per 1 paziente su 3 con trauma osseo. Per gli esperti sono troppo pochi i centri specialistici

Ortoplastica fondamentale per 1 paziente su 3 con trauma osseo. Per gli esperti sono troppo pochi i centri specialistici
Ogni anno sono oltre 6 mln gli accessi in Ps per traumi agli arti inferiori o superiori. I casi gravi sono circa 350 mila, di questi 1 su 3 avrebbe bisogno di un nuovo approccio che fonde ortopedia e chirurgia plastica, l’ortoplastica. A questi si aggiungono almeno 300 mila pazienti con patologie acute o croniche, dall’osteomielite ai tumori, che interessano gli arti comportando perdita di tessuti ossei e molli. Gli esperti Sicpre: “Creiamo Orthoplastic Unit negli ospedali”

Un mix tra ortopedia e chirurgia plastica. È l’ortoplastica ed è una branca nuova e fondamentale della medicina per intervenire in molti casi di traumi ossei gravi: dall’incidente automobilistico o sul lavoro, all’infezione dopo un intervento di protesi a un’articolazione, fino all’ambito oncologico quando un tumore colpisce il tessuto osseo. Dei 6 milioni di accessi in Pronto Soccorso per traumi agli arti inferiori o superiori, che riguardano in maggioranza la fascia d’età dai 19 ai 40 anni e quella degli over 70, i casi gravi sono 350 mila, di cui 1 su 3 con traumi gravi o gravissimi. A questi si aggiungono almeno 300 mila pazienti con patologie acute o croniche, dall’osteomielite ai tumori, che interessano gli arti comportando perdita di tessuti ossei e molli.

Oggi per tutti questi pazienti una soluzione esiste grazie all’ortoplastica, disciplina che unisce le competenze degli ortopedici a quelle dei chirurghi plastici per ‘salvare’ gli arti, ricostruendoli e consentendo il recupero della funzionalità e un miglioramento sostanziale della qualità di vita.

Sono dunque almeno 450 mila gli italiani che ogni anno avrebbero bisogno di un approccio ortoplastico, stando ai dati diffusi dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (Sicpre). A oggi però in Italia esistono pochi Centri specializzati in ortoplastica, perciò gli esperti lanciano un appello per aprire almeno negli ospedali principali del Paese nuove Orthoplastic Unit che, alla stregua delle Breast Unit, racchiudano gli specialisti necessari per offrire ai pazienti l’assistenza di cui hanno bisogno.

“Traumi gravi agli arti superiori o inferiori, altre patologie come l’osteomielite, un’infezione dell’osso che si può sviluppare a seguito di traumi o anche dopo l’impianto di protesi articolari, o patologie croniche come i tumori, che possono attaccare i tessuti ossei e molli, possono comportare una perdita consistente di tessuti, tale da poter obbligare ad amputazioni parziali o totali degli arti con una compromissione notevole della funzionalità e della qualità di vita: l’approccio ortoplastico potrebbe scongiurare tutto ciò”, spiega Francesco D’Andrea, Direttore del Dipartimento di Chirurgia Plastica ed Estetica del Policlinico Federico II di Napoli e presidente del congresso Sicpre.

Senza contare che i pazienti che potrebbero necessitare di questa strategia sono peraltro spesso molto giovani: la fascia di età più colpita da traumi, per esempio, è quelle compresa tra i 19 e i 40 anni seguita da quella degli ultrasettantenni.

“Restituire a queste persone la funzionalità degli arti significa anche, oltre a dare una buona qualità di vita ai pazienti, diminuire i costi sociali connessi a queste patologie, che comprendono la riabilitazione ma anche la perdita di produttività che spesso si associa a un’amputazione in giovane età – osserva D’Andrea –. Si tratta di tradurre nell’approccio a traumi e a patologie che comportano la perdita di tessuto a livello degli arti ciò che già viene fatto nelle Breast Unit, quando contestualmente all’intervento per eliminare un tumore viene garantita alla paziente la ricostruzione della mammella. In una Orthoplastic Unit il chirurgo ortopedico e il chirurgo plastico lavorano fianco a fianco e questo avviene soltanto in poche grandi aziende dove sono già presenti Unità di chirurgia plastica, tuttora poco diffuse. A oggi non esiste un censimento dei centri dove sia possibile sottoporsi a ortoplastica, così il nostro obiettivo è far sì che in tutto il Paese si costituisca un maggior numero di Unità multidisciplinari specialistiche dedicate a questa strategia: realizzando un sistema a rete sarebbe possibile pensare almeno a centri di riferimento regionali in cui sia presente una chirurgia plastica, a cui possano rivolgersi le diverse ortopedie territoriali per garantire la migliore assistenza possibile a tutti coloro che abbiano necessità di un intervento di ortoplastica”.

 

06 Ottobre 2022

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