Palermo (Anaao): “Ssn come Ryanair: personale scappa per condizioni di lavoro migliori”

Palermo (Anaao): “Ssn come Ryanair: personale scappa per condizioni di lavoro migliori”

Palermo (Anaao): “Ssn come Ryanair: personale scappa per condizioni di lavoro migliori”
Il segretario del sindacato della dirigenza medica e sanitaria fa il parallelo tra la situazione del personale del Ssn e i piloti della compagnia aerea irlandese che “ha rischiato due anni fa di tenere a terra gli aerei perché i suoi piloti preferivano spostarsi in altre compagnie che offrivano loro condizioni di lavoro ed economiche nettamente migliori”.

“La Ryanair ha rischiato due anni fa di tenere a terra gli aerei perché i suoi piloti preferivano spostarsi in altre compagnie che offrivano loro condizioni di lavoro ed economiche nettamente migliori. Anche il nostro SSN corre lo stesso rischio”. A fare il parallelo  su facebook è il segretario dell’Anaao Assomed, Carlo Palermo che denuncia in questo modo la crisi che vive il personale medico il cui contratto non viene rinnovato da 10 anni.
 
“Dieci anni di fermo contrattuale – rileva Palermo – hanno svilito gli stipendi dei medici e dei dirigenti sanitari e il blocco del turnover ha progressivamente peggiorato le condizioni di lavoro con turni di servizio crescenti, straordinari non retribuiti, fine settimana quasi tutti occupati tra guardie e reperibilità, difficoltà perfino ad andare in ferie. Nello stesso tempo è cresciuta l’attrazione per il lavoro fuori dal SSN, nel privato se non all’estero: flat tax al 15%, condizioni di lavoro meno gravose e stressanti oltre che meno rischiose, maggiore valorizzazione professionale e stipendi doppi di quelli italiani in Francia, Germania, Svizzera o Olanda”.
 
“Così – precisa il segretario Anaao –  il flusso in uscita dal SSN sta diventando come un fiume in piena: non solo pensionamenti, per giunta accelerati con la Quota 100, ma anche dimissioni verso lidi meno pericolosi e più gratificanti sotto il profilo professionale ed economico. Mentre le Regioni e i Direttori generali, sempre più aggrovigliati nel ridurre i costi del sistema, non scorgono il rischio Ryanair, cioè la prossima chiusura dei servizi sanitari dovuta alla mancanza di interesse dei professionisti per il lavoro ospedaliero”.
 

27 Aprile 2019

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