Pronta reperibilità: l’Anaao ricorre alla Giustizia europea

Pronta reperibilità: l’Anaao ricorre alla Giustizia europea

Pronta reperibilità: l’Anaao ricorre alla Giustizia europea
La chiamata in servizio durante la pronta disponibilità “sospende” il riposo e non lo “interrompe”. Contro questa interpretazione tutta “italiana” della norma sul riposo, considerata a giudizio di Anaao Assomed, “ben lontana dalle premesse e dallo spirito della direttiva europea 2003/88/Ce nonché dai ripetuti pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea”, parte il ricorso del sindacato.

Il segretario nazionale Anaao Assomed Carlo Palermo, dando seguito all’impegno assunto e comunicato alla controparte pubblica in sede ARAN nel corso della trattativa per il nuovo CCNL 2016/18 dell’Area Sanità conclusasi in questi giorni, ha dato mandato oggi agli Avvocati del sindacato di predisporre il testo del ricorso da presentare nelle prossime settimane alla Corte di Giustizia Europea per un suo specifico pronunciamento relativamente alla spinosa questione della reperibilità “attiva” e dei meccanismi di compensazione del mancato riposo, in particolare quando ne sia lesa la sua continuità e consecutività.
 
Infatti, ai  sensi del D.Lgs 133/2008 art. 4 comma 4, la chiamata in servizio durante la pronta disponibilità “sospende” il riposo e non lo “interrompe”.
 
Questa interpretazione tutta “italiana” della norma giuridica – scrive oggi Anaao in una nota – è considerata, a giudizio di Anaao Assomed, “ben lontana dalle premesse e dallo spirito della direttiva europea 2003/88/Ce nonché dai ripetuti pronunciamenti della Corte di Giustizia Europea”.
 
Per tali motivi l‘Anaao Assomed ha deciso di dare avvio alla procedura per un definitivo chiarimento della direttiva UE in materia.
 
 

29 Luglio 2019

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