Riordino cure primarie. Il documento dei sindacati

Riordino cure primarie. Il documento dei sindacati

Riordino cure primarie. Il documento dei sindacati
Cimo, Fimmg, Fimp e Sumai firmano un documento comune che ribadisce la richiesta di modifica dell’articolo 8 (rapporti tra Ssn e medici convenzionati) e propone una riorganizzazione del sistema di emergenza/urgenza come “cerniera” tra ospedale e territorio.
 

Presentato al tavolo tecnico del Ministero della Salute sul riordino delle cure primarie un documento firmato dai segretari nazionali di tutti i sindacati della medicina convenzionata: Riccardo Cassi per la Cimo, Giacomo Milillo per la Fimmg, Giuseppe Mele per la Fimp e Roberto Lala per il Sumai.
 

Il documento spiega le motivazioni che rendono necessario un intervento in questo settore: l’attribuzione alle Regioni, con la modifica del Titolo V,delle competenze in ambito organizzativo sanitario ha prodotto lo sviluppo di diversi modelli organizzativi “rischiano di condizionare profondamente i ruoli professionali e i modelli di relazione preesistenti” e per questo occorre “attraverso strumenti legislativi in capo allo Stato, riaffermare il ruolo del medico quale unico responsabile della diagnosi e terapia dei pazienti e dei processi gestionali che sottendono alle cure, sia nell’ambito ospedaliero che territoriale”.
In particolare, per poter adeguatamente sviluppare l’assistenza territoriale e l’integrazione tra territorio e ospedale, il documento ribadisce la necessità di modificare l’articolo del dlgs 502/92 secondo quattro linee essenziali: sviluppo del lavoro di gruppo; ristrutturazione del compenso che separi la quota diovuta all’arttività professionale e quella destinata ai fattori di produzione; tendenza al ruolo unico per la medicina generale; coordinamento tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali.
Il documento, inoltre, indica il Sistema di Emergenza ed Urgenza come “la ‘terza gamba’ della sanità italiana, ovvero la ‘cerniera’ tra ospedale e territorio”. Il modello organizzativo propostoè l’attivazione di un dipartimento di emergenza che comprende: il 118 (centrale Operativa e Unità Mobile di Soccorso), il Pronto Soccorso (PS), i Punti di Primo Intervento (PPI), la Breve Osservazione (OBI) e la Medicina di Urgenza.
Il documento si conclude con alcune considerazioni sul tema della formazione, dove si ipotizza “una riduzione della durata dei corsi di specializzazione (uniformità alle norme europee) e di formazione specifica (omogeneizzazione dell’offerta formativa post laurea), in modo da mettere a disposizione più rapidamente risorse professionali necessarie alla sostenibilità del sistema”.
 

21 Marzo 2012

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