Rsa. Anaste: “Governo ci convochi al confronto in Commissione Nazionale sull’assistenza domiciliare sanitaria”

Rsa. Anaste: “Governo ci convochi al confronto in Commissione Nazionale sull’assistenza domiciliare sanitaria”

Rsa. Anaste: “Governo ci convochi al confronto in Commissione Nazionale sull’assistenza domiciliare sanitaria”
L’Associazione dele Strutture Territoriali e della Terza Età scrive ai ministri della Salute, Roberto Speranza e degli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini. “La Rsa del futuro sarà una struttura aperta al Territorio, ed integrata con le altre attività assistenziali, tra le quali ha particolare rilievo l’assistenza sanitaria domiciliare”.

Poter fornire il proprio contributo alla definizione dei requisiti necessari all’assistenza domiciliare sanitaria nel confronto in Commissione Nazionale. E’ questo il significato della richiesta che Anaste, l’Associazione Nazionale Strutture Territoriali e della Terza Età, ha inviato ai ministri della Salute, Roberto Speranza e degli Affari Regionali, Maria Stella Gelmini, avanzata in una lettera inviata anche al Segretario generale della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato e Regioni, Ermenegilda Siniscalchi.
 
Nella missiva il Presidente di Anaste, Sebastiano Capurso, facendo riferimento alla recente intesa Stato-Regioni del 4 agosto scorso, sul documento recante ''Proposta di requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l'autorizzazione all' esercizio e requisiti ulteriori per l'accreditamento delle cure domiciliari” spiega che l’organizzazione da lui guidata “rappresenta gli operatori privati del settore dell’assistenza territoriale, tra i quali anche  numerosi operatori già accreditati a livello regionale e con esperienza trentennale nel settore dell’assistenza domiciliare”. Proprio per questo Anaste – spiega Capurso nella lettera – “chiede di poter essere convocata per un confronto sui temi in corso di discussione, anche alla luce di quanto previsto all’art.22 del DPCM 12 gennaio 2017, in merito al coinvolgimento di tutte le componenti dell'offerta assistenziale sanitaria, ed eventualmente di indicare un componente come esperto nella commissione di cui alla lettera c) della suddetta intesa”.
 
Ciò anche in rapporto – fa presente il Presidente di Anaste nella lettera alle istituzioni – ''alla complessità del percorso, alle difficoltà e problematiche affrontate nelle sedi regionali che hanno già avviato il sistema dell’accreditamento, alla necessità di una visione che comprenda le diverse realtà dell’intero territorio nazionale, assicurando omogeneità di prestazioni e relative tariffe, ed infine alla necessaria integrazione con le realtà operative sul territorio nell’ambito semiresidenziale e residenziale, pure rappresentate dalla scrivente, nell’ottica di una piena integrazione di servizi e risposte ai bisogni della popolazione anziana e fragile''.
 
Secondo Capurso, infatti, “la Rsa del futuro sarà una struttura aperta al Territorio, ed integrata con le altre attività assistenziali, tra le quali ha particolare rilievo l’assistenza sanitaria domiciliare. A tale proposito l’Anaste, forte di una trentennale presenza nei servizi residenziali e domiciliari ha rivolto una istanza ai Ministri: della Salute Roberto Speranza, Affari Regionali ed Autonomie, Maria Stella Gelmini, Stato Generale conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le provincie Autonome di Trento e Bolzano, Cons. Ermenegilda Siniscalchi, per essere consultata ed inclusa tra le organizzazioni di categoria con forte competenza nel settore, in grado anche attraverso i suoi esperti, di fornire un fattivo contributo alla definizione del più  corretto percorso di ristrutturazione del sistema, come previsto nel PNRR”.

08 Settembre 2021

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