Salute neonati. Una task force dei neonatologi italiani per massima diffusione e applicazione standard assistenziali europei

Salute neonati. Una task force dei neonatologi italiani per massima diffusione e applicazione standard assistenziali europei

Salute neonati. Una task force dei neonatologi italiani per massima diffusione e applicazione standard assistenziali europei
Negli Standard, la salute del neonato viene affrontata a 360 gradi, abbracciando il nuovo modello di cura volto non solo a trattare le malattie, ma a garantire benessere, salute e sviluppo al bambino in senso globale, in collaborazione con la famiglia, unendo alla tecnologia la cura della relazione. 

A maggio 2022, la Società Italiana di Neonatologia (Sin) ha istituito una Task Force dedicata a garantire la massima possibilità di sopravvivenza e qualità di vita ai bambini, attraverso la diffusione ed applicazione degli Standard Assistenziali Europei per la Salute del Neonato, una raccolta di raccomandazioni sulle migliori modalità assistenziali per i neonati e le loro famiglie, valutate alla luce delle più avanzate evidenze scientifiche. 

Negli Standard, la salute del neonato viene affrontata a 360 gradi, abbracciando il nuovo modello di cura volto non solo a trattare le malattie, ma a garantire benessere, salute e sviluppo al bambino in senso globale, in collaborazione con la famiglia, unendo alla tecnologia la cura della relazione. 

Il progetto degli Standard è nato da European Foundation for the Care of Newborn Infants (EFCNI), grazie alla cooperazione tra famiglie e professionisti provenienti da tutta Europa, compresi neonatologi, infermieri, fisioterapisti, psicologi e associazioni di famiglie italiane. L’Italia ha accolto da subito gli Standard traducendoli nel giro di pochi mesi, grazie alla sinergia tra la Società Italiana di Neonatologia e Vivere Onlus, coordinamento nazionale delle associazioni per la neonatologia. 

La Task Force, appena costituita, ha lo scopo di sensibilizzare professionisti e famiglie sull’esistenza di questo potente strumento culturale ed organizzativo, proponendosi anche di facilitarne l’applicazione in ogni realtà che assista famiglie con bambini nati pretermine. 

All’interno della Task Force sono riuniti professionisti appartenenti a diverse discipline ed i rappresentati delle associazioni dei genitori ed è già partita la collaborazione a livello europeo, specie con i rappresentanti di Germania e Portogallo.

Uno degli ambiziosi obiettivi della Task Force è quello di co-costruire criteri per definire un “Preemie Friendly Hospital”, vale a dire un ospedale amico del neonato prematuro e della sua famiglia, in cui venga messa in atto la “zero separation” tra neonati e genitori, l’apertura H24 delle Terapie Intensive Neonatali (TIN), la cura basata sulle più avanzate evidenze scientifiche, la partnership con i genitori nelle cure, la promozione del contatto pelle a pelle e dell’allattamento materno, la multidisciplinarietà nell’approccio al neonato e, per quanto possibile,  la strutturazione di un ambiente di reparto in grado di minimizzare lo stress per neonati, famiglie e personale. L’altro obiettivo è quello di continuare a promuovere la conoscenza degli Standard a livello istituzionale e professionale, oltre che promuoverne l’inserimento nella formazione accademica e post-accademica di tutti i professionisti che ruotano attorno al neonato. 

Il “neonato al centro del futuro” è il motto della Società Italiana di Neonatologia ed i membri della Task Force faranno la loro parte per contribuire a questo obiettivo. 

La Sin sottolinea che è forte la consapevolezza che il delicato e rapido sviluppo del cervello del neonato sia legato all’esperienza fornita dall’utero materno fino alle 40 settimane. L’abbandono precoce dell’utero materno determina una brusca interruzione di questa esperienza “nutritiva” per il cervello ed è per questo che diventa fondamentale non solo sostenere le funzioni degli organi ancora immaturi, ma anche ricreare un ambiente sensoriale favorevole allo sviluppo cerebrale.

Fare questo, aderendo agli Standard Assistenziali Europei per la Salute del Neonato, vuol dire fare prevenzione, riducendo le probabilità di disturbi cognitivi, disturbi motori e sensoriali, difficoltà scolastiche, incidenza di autismo, ansia, depressione e difficoltà sociali che, ancora oggi, nonostante il miglioramento della sopravvivenza, gravano maggiormente sui bambini nati pretermine. 

La cura in collaborazione con la famiglia, principio che permea tutte le raccomandazioni contenute negli Standard, riduce anche i disordini post-traumatici da stress nei genitori ed i disturbi di attaccamento genitori-bambini, contribuendo ulteriormente a migliorare la salute futura dei bambini.   

21 Giugno 2022

© Riproduzione riservata

Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout
Pronto soccorso. La fuga dei medici non è solo italiana: in Canada 1 specialista su 10 lascia l’emergenza-urgenza per il burnout

La fuga dei medici dal pronto soccorso non è un problema solo italiano. Anche il Canada deve fare i conti con un crescente abbandono della medicina d’urgenza, alimentato da burnout,...

Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi
Professioni sanitarie. Il 90% dei laureati giudica “efficace” il percorso di studi

Il mercato del lavoro premia le professioni sanitarie. A certificarlo è il XXVIII Rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, che conferma un tasso di occupazione record pari all'87,9% a un...

Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”
Reintegro medici no vax. Geriatri Sigg contrari: “A rischio la tutela dei più fragili”

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) esprime “profonda contrarietà” nei confronti del provvedimento governativo che dispone il reintegro nel Servizio Sanitario Nazionale dei medici radiati durante la pandemia...

Case di Comunità. Aupi a ministeri e Regioni: “La riforma sarà completa solo con gli psicologi ambulatoriali”
Case di Comunità. Aupi a ministeri e Regioni: “La riforma sarà completa solo con gli psicologi ambulatoriali”

“Alle Case di Comunità sarà affidata la gestione delle patologie croniche, degli anziani con bisogni complessi, delle fragilità sociali, sanitarie e del sostegno ai caregiver. I cittadini vi accederanno con...