Sanità integrativa. Fimiv su risoluzione Zaffini: “Serva un’alleanza per rafforzare il Ssn”

Sanità integrativa. Fimiv su risoluzione Zaffini: “Serva un’alleanza per rafforzare il Ssn”

Sanità integrativa. Fimiv su risoluzione Zaffini: “Serva un’alleanza per rafforzare il Ssn”

Per le società di Mutuo Soccorso “finalmente il dibattito stia perdendo la matrice ideologica di cui si era ammantato negli anni passati”, che “rendeva difficile la messa a terra, nel concreto, di scelte politiche sempre più complicate da rimandare se si vuole preservare il ruolo fondamentale della sanità pubblica nel nostro Paese”.

“La proposta di Risoluzione del Sen. Zaffini alla Commissione Sanità di lunedì scorso rappresenta un ulteriore, importante, contributo alla discussione, in atto ormai da molto tempo nel nostro Paese, in materia di sanità pubblica e sanità privata. A noi piacerebbe più dire sanità integrativa”. La Fimiv, Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria, interviene, con una nota a firma del presidente Antonio Chelli, sulla proposta del senatore a conclusione dell’indagine conoscitiva sulla sanità integrativa.

“Ci sembra – afferma il presidente Fimiv – che finalmente il dibattito stia perdendo la matrice ideologica di cui si era ammantato negli anni passati, non perché questa fosse fuori luogo, quanto perché rendeva difficile la messa a terra, nel concreto, di scelte politiche sempre più complicate da rimandare se si vuole preservare, ed a parole tutti lo affermano, il ruolo fondamentale della sanità pubblica nel nostro Paese”.

La Federazione sottolinea come il raffronto con l’Europa non si di aiuto, “perché la maggior parte dei Paesi europei adotta da anni un sistema misto che vede le Società di Mutuo Soccorso a fianco del sistema pubblico nazionale nel dare un sostegno concreto ai bisogni dei cittadini, cosa che in Italia è lontana dall’essere. Ma ragionando di sanità integrativa sono proprio le nostre società di mutuo soccorso che, in primis, si pongono a fianco del sistema pubblico per rafforzarlo e renderlo ancor più fruibile”.

Un ruolo che però, sottolinea Antonio Chelli, “non è abbastanza conosciuto o sempre apprezzato anzi vi è chi, per ignoranza o per calcolo, continua ad affermare che queste società sono inaffidabili perché non sono sufficientemente controllate. La realtà, al contrario, rappresenta un quadro ben diverso: i controlli sulle nostre associate vengo fatti da più ministeri e dal Runts, i bilanci vengono redatti secondo uno schema ministeriale vincolante che rende immediatamente visibile il raffronto tra risorse raccolte e contributi restituiti ai soci, gli stessi bilanci sono obbligatoriamente pubblici. In più, le Società di Mutuo Soccorso non lasciano nessuno indietro ed il socio, una volta iscritto, può solo recedere ma non viene escluso a causa dell’età o per una malattia invalidante”.

“Per nostra natura – evidenzia il presidente Fimiv – noi gestiamo le cose in vista di un interesse generale, collettivo, non distribuiamo utili e tutto l’avanzo di gestione resta all’interno a disposizione dei soci per eventuali necessità future. Cose ben risapute, dette e ridette ma che, evidentemente, fanno fatica a passare tra coloro che, per calcoli associativi ben precisi, continuano a denigrarci senza giustificazione alcuna. A riprova di questo vi è un dato che emerge dall’analisi delle prestazioni che vengono fatte dai nostri associati: nei casi in cui il SSN funziona, come per i prelievi, ben l’85% dei nostri soci si rivolge alla struttura sanitaria pubblica, ricevendo il rimborso del ticket da parte della propria Società di muto soccorso. Per quanto riguarda le visite specialistiche o diagnostiche, invece, la percentuale si rovescia proprio a causa dei tempi di erogazione di queste prestazioni da parte delle Asl”.

Una maggiore sinergia tra sistema pubblico e società di mutuo soccorso, ad esempio con accordi specifici di fruizione delle attività in intramoenia, consentirebbe dunque, secondo la Società di Mutuo Soccorso, di diminuire il flusso verso le strutture private e porterebbe ulteriori risorse al sistema pubblico (“alcuni sporadici esempi ci sono ed hanno dati ottimi risultati”). Una proposta che, per la Fimiv, non dovrebbe essere considerata un tabù nella discussione politica.

“La spesa sanitaria privata out of pocket esiste già – argomenta Antonio Chelli – e, come fa notare il Sen Zaffini, è intermediata solo per una percentuale bassissima da assicurazioni e SMS. Questo vuol dire che indipendentemente dalle offerte integrative, il cittadino decide autonomamente di rivolgersi altrove per molte ragioni, in primis a causa della lunghezza delle liste di attesa. Si tratta, quindi, di individuare un percorso che sostenga questi bisogni nella maniera più sociale e solidaristica possibile. Sarebbe curioso che nell’anno in cui il Governo redige il Piano di Azione Nazionale per l’Economia Sociale che riconosce il valore importantissimo del sistema no profit e del volontario come sostegno alla cittadinanza, in un ambito come quello sanitario, fondamentale per la vita delle persone e per lo sviluppo economico della nostra società, si dovessero fare scelte che premiano il settore profit, settore che ha tutto il diritto di esistere e radicarsi ma che rappresenta una visione commerciale della salute che riteniamo non possa diventare la principale”.

Per raggiungere risultati efficaci a vantaggio di tutti, spiega dunque il presidente Fimiv, “necessitiamo di percorsi più elastici e sinottici, a partire dalla organizzazione stessa del Sistema sanitario, ma anche con una possibile ipotesi riguardante i Fondi Integrativi di natura contrattuale che potrebbero avere un iter simile a quello dei Fondi Pensione dove vi è una scelta da parte del lavoratore a quale aderire. Nella sanità integrativa potrebbero essere le stesse aziende che, almeno a parità di costo e di qualità delle prestazioni, potessero scegliere a quale forma integrativa aderire per favorire i propri dipendenti nell’utilizzo dei piani sanitari”.

In ultimo, conclude il presidente Chelli, “è vero che esiste una sperequazione tra chi lavora e chi non è occupato, è pur vero che la Costituzione, però, garantisce le cure in forma gratuita ai non abbienti e se questo non avviene non è per colpa di forze esterne al sistema pubblico, in più va sottolineato il fatto che da moltissimi anni non era mai apparsa importante l’idea di accedere ad una forma sanitaria integrativa, solo da poco questa visione è tornata all’attenzione del cittadino. Noi siamo convinti che il sistema sanitario pubblico sia un bene irrinunciabile per un Paese civile come il nostro e ci rendiamo disponibili, pertanto, a partecipare a qualsiasi confronto sia considerato utile ai fini del rafforzamento del Sistema sanitario nazionale”.

05 Agosto 2026

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