Sicurezza delle cure. “Sistema di segnalazione eventi avversi sia differenziato dai sistemi disciplinari dello Stato”

Sicurezza delle cure. “Sistema di segnalazione eventi avversi sia differenziato dai sistemi disciplinari dello Stato”

Sicurezza delle cure. “Sistema di segnalazione eventi avversi sia differenziato dai sistemi disciplinari dello Stato”
Il messaggio degli esperti del rischio clinico. Comunicazione, educazione, lavoro in team, monitoraggio, ICT e tanto altro. Queste le azioni da seguire emerse durante la prima convention dei clinical risk manager chiusasi ieri a Bari. “Approvare una legge per cui i sistemi di segnalazione degli errori non possono essere utilizzati a fini giudiziari”.

Si è conclusa ieri all’Università di Bari la prima convention nazionale dei clinical risk manager. Sono stati 200 tra medici, infermieri, ingegneri, sociologi, psicologi e altri professionisti sanitari, tra i maggiori esperti di sicurezza delle cure, operanti come clinical risk manager negli ospedali pubblici e privati italiani, a definire strategie per il futuro della sicurezza delle cure nel nostro Paese.
 
Su 16 tavoli di lavoro interdisciplinari, in stile Leopolda di Renzi, hanno lavorato rappresentanti di tutte le Regioni italiane, utilizzando la stessa metodologia, per individuare problemi e trovare soluzioni con lo scopo di ridurre gli eventi avversi in sanità e migliorare la sicurezza del paziente.
 
L’Ospite d’eccezione delegata dell’Organizzazione Mondiale di Sanità, Sepided Bagherij Nejad (responsabile di diversi programmi sulla Sicurezza del paziente) e il Coordinamento delle regioni e prov. autonome per la sicurezza delle cure, hanno individuato i denominatori comuni, emersi da tutti i tavoli, sui quali operare nel prossimo futuro.
Le dieci priorità sulle quali costruire il piano nazionale d’intervento per migliorare la sicurezza dei nostri cittadini vertono su: Comunicazione sia nei team professionali che fra operatore e paziente, Educazione e training da inserire nei curricula di base delle professioni sanitarie con simulazione degli scenari dei rischi più frequenti e insidiosi; Lavoro in team per seguire il percorso del paziente e non le singole prestazioni, Messa a punto di protocolli e strumenti condivisi per standardizzare i comportamenti, Coinvolgimento di cittadini, pazienti, familiari nelle attività per la promozione della sicurezza nei processi assistenziali, Costruzione di sistemi di Monitoraggio e feedback relativi ai risultati di cura per professionisti e cittadini, Applicazione e governo delle ICT per la digitalizzazione delle informazioni sanitarie, Chiarezza dei ruoli e responsabilità rispetto alla gestione dei processi di qualità e sicurezza a partire dal ruolo dei risk manager a quello dei clinici e delle direzioni sanitarie, Diffusione della Cultura della sicurezza già dalla formazione universitaria di tutte le professioni sanitarie, Adattamento ai contesti locali delle pratiche per la sicurezza evidence based attraverso la realizzazione interventi multimodali (più azioni per uno stesso obiettivo).
 
I clinical risk manager riuniti si sono anche confrontati sulla necessità di recepire al più presto, con una norma nazionale, la Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 9 giugno 2009 e successive “Conclusioni del Consiglio sulla sicurezza dei pazienti del 2014 (2014/C 438/05)”, soprattutto per quanto riguarda la segnalazione degli eventi avversi. Il sistema di segnalazione, come già succede nella prassi di molte aziende sanitarie italiane, deve essere differenziato dai sistemi disciplinari dello Stato italiano e dalle relative implicazioni giuridiche. Emerge la necessità impellente di portare a termine il percorso delle numerose proposte di Legge già presenti in Parlamento che chiedono, come è avvenuto in Danimarca nel 2003, l’approvazione di una legge per cui i sistemi di segnalazione degli errori non possono essere utilizzati a fini giudiziari. Si auspica che la Commissione Consultiva istituita dal Ministro della Salute per la Responsabilità professionale delle professioni sanitarie e la medicina difensiva si faccia carico delle istanze emerse dalla comunità nazionale dei clinical risk manager.
 
Nel suo intervento conclusivo il presidente della Federazione della Società Medico Scientifiche, Franco Vimercati ha presentato le iniziative per migliorare la sicurezza delle cure che tutte le società scientifiche stanno promuovendo a seguito degli ultimi casi di eventi sentinella avvenuti nel nostro paese. Il focus è sulla messa a punto di un sistema di accreditamento centrato sulla individuazione degli standard minimi professionali a cui i medici e gli altri professionisti devono attenersi e sulla definizione dei percorsi di formazione per le equipe e non per i singoli, di cui ciascuna società scientifica deve farsi carico. E’ necessario conoscere le regole per interloquire alla pari con le direzioni aziendali e strategiche.
 
La comunità dei risk manager si è salutata dandosi appuntamento alla prossima edizione, l’appuntamento infatti diventerà un evento periodico, sostenuto da una rete che sarà costruita sui social network.
 
 
Sara Albolino – Centro Gestione Rischio Clinico Toscana
Elena Beleffi – Centro Gestione Rischio Clinico Toscana

S. Albolino, E. Beleffi

05 Luglio 2015

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