Speciale formazione Ecm. Lazzari (Cnop): “Serve una revisione ma aggiornamento continuo è essenziale”
Nuova puntata della nostra inchiesta sull’educazione continua in medicina con il presidente dell’Ordine degli psicologi che evidenzia: “Io credo che il sistema ECM abbia bisogno di essere aggiornato, reso vicino alle esigenze dei professionisti. Bisogna considerare adeguatamente non solo le specificità delle diverse professioni, ma valorizzare anche la formazione sul campo, i vari percorsi che possono contribuire a formare il professionista”.
“La formazione è uno strumento di arricchimento continuo, di valorizzazione dell’esercizio della professione. Dobbiamo insistere su questo punto per incentivare l’adesione all’aggiornamento continuo dei professionisti”. Così David Lazzari, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che invoca un sistema ECM “più vicino alle esigenze dei professionisti”. Il sistema ECM, per Lazzari “va rivisto ma non può essere eliminato perché l’aggiornamento continuo è un obbligo di legge”.
Presidente, dopo il Covid c’è ancora più bisogno dell’aggiornamento professionale? L’aggiornamento è fondamentale. Quando ci si occupa di salute ci si occupa di scienza perché le professioni sanitarie sono chiamate ad applicare la ricerca scientifica, le evidenze scientifiche che per fortuna evolvono continuamente. È evidente che da questo punto di vista l’aggiornamento è fondamentale. Il sistema della formazione ECM è nato molti anni fa, ha bisogno di essere rivisto ma certamente non può essere eliminato perché esiste una legge nazionale che prevede che tutti gli iscritti agli Ordini sanitari o non sanitari, di qualsiasi tipo, abbiano il dovere di aggiornarsi in modo continuo.
Come Ordini avete il dovere di controllare che l’aggiornamento venga svolto. Qual è il modo migliore per convincere gli iscritti ad aggiornarsi? Io credo che il sistema ECM abbia bisogno di essere aggiornato, reso vicino alle esigenze dei professionisti. Bisogna considerare adeguatamente non solo le specificità delle diverse professioni, ma valorizzare anche la formazione sul campo, i vari percorsi che possono contribuire a formare il professionista. Su questo devo dire di aver cercato e trovato la convergenza degli altri Ordini delle professioni sanitarie. Eravamo a buon punto nel condividere insieme una serie di obiettivi, poi la pandemia indubbiamente ci ha distratto, ci siamo dovuti occupare di altro. Spero che si possa tornare ad investire su questo tema per poter contribuire a creare un sistema formativo che sia all’altezza dei tempi e dei bisogni.
L’ultima misura varata in Parlamento per garantire il rispetto dell’obbligo formativo è quella in base alla quale chi non è in regola con almeno il 70% dei crediti formativi, non può godere della copertura assicurativa. Pensa sia una buona soluzione per incentivare? È chiaro che le istituzioni cercano di creare un sistema di equilibrio. È inevitabile. Io credo che la leva fondamentale non sia quella sanzionatoria, lo abbiamo visto anche con i vaccini. Il fatto che la quasi totalità dei professionisti sanitari si sia vaccinata non è legato alle sanzioni ma alla convinzione che la vaccinazione fosse utile per sé stessi e per proteggere i propri utenti. Per la formazione dobbiamo spingere in questa direzione: condividere l’importanza di una formazione che sia uno strumento di arricchimento continuo, di valorizzazione dell’esercizio della professione. Questo è fondamentale e penso che tutti i soggetti che operano nel contesto della formazione debbano in qualche maniera contribuire in questa direzione.
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