Specializzazioni. Ordine medici di Roma sostiene i giovani camici bianchi che hanno manifestato al Miur

Specializzazioni. Ordine medici di Roma sostiene i giovani camici bianchi che hanno manifestato al Miur

Specializzazioni. Ordine medici di Roma sostiene i giovani camici bianchi che hanno manifestato al Miur
Il vicepresidente Lavra appoggia le rivendicazioni dei medici che hanno protestato ieri davanti al Miur e ha evidenziato come “la specializzazione è indispensabile per l'accesso al mondo del lavoro e va individuato un nuovo criterio di accesso alle Scuole di Specialità mediche, superando l'attuale collo di bottiglia nella formazione, con un bilanciamento in base al fabbisogno reale”.

L’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma esprime pieno sostegno ai neolaureati in medicina e chirurgia che chiedono il diritto a poter accedere ai corsi di specializzazione e che ieri hanno manifestato davanti al Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca (MIUR).
 
Per il vicepresidente dell’Ordine, Giuseppe Lavra “è stata una manifestazione molto partecipata e assolutamente civile, cui va data grande attenzione per la concretezza delle istanze che ha espresso. Prima tra tutte, l’ampliamento del numero dei prossimi corsi di specializzazione, con almeno 10mila borse per accedere ad essi. Con la prospettiva di arrivare a garantire a tutti i neolaureati in medicina e chirurgia il diritto alla formazione specialistica”.
 
Lavra ha assicurato “l’impegno dell’Ordine di Roma a rappresentare tali richieste ai vertici della Federazione nazionale, la Fnomceo, quale interlocutrice istituzionale nei confronti di Parlamento e Governo, affinché si faccia promotrice con urgenza di una proposta concreta volta a superare definitivamente l’attuale e inaccettabile incongruenza tra numero di laureati e borse di specializzazione oggi disponibili, non più di 5-6mila, del tutto insufficienti”.
 
“La specializzazione è indispensabile per l'accesso al mondo del lavoro – ha sottolineato il vicepresidente dell’Ordine capitolino – e va individuato un nuovo criterio di accesso alle Scuole di Specialità mediche, superando l'attuale collo di bottiglia nella formazione, con un bilanciamento in base al fabbisogno reale. Altrimenti, più della metà dei medici candidati si vedrà negato, di fatto, il diritto a potersi specializzare, con un vulnus alla loro professione e qualificazione”.

15 Maggio 2015

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