Ssn. Snami: “Le cure sanitarie non dovrebbero essere un lusso”

Ssn. Snami: “Le cure sanitarie non dovrebbero essere un lusso”

Ssn. Snami: “Le cure sanitarie non dovrebbero essere un lusso”
"La crescente disparità tra le Regioni, con particolare riferimento al Mezzogiorno, dove l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza risulta inadeguata, amplifica le difficoltà economiche dei nuclei familiari e mette a rischio la salute di oltre 2,1 milioni di famiglie in condizione di  indigenza", ha spiegato il presidente nazionale, Angelo Testa, commentando l'ultima analisi di Gimbe.

Il Presidente Nazionale Snami, Angelo Testa, ha espresso “profonda preoccupazione” in merito alle recenti analisi condotte dalla Fondazione Gimbe secondo le quali quasi 2 milioni di persone in Italia rinunciano alle prestazioni sanitarie a causa di difficoltà economiche.

“Circa la metà famiglie hanno speso in media 1.362 euro per la salute nel 2022 mostrando una situazione critica che mina il benessere delle famiglie stesse. La crescente disparità tra le Regioni, con particolare riferimento al Mezzogiorno, dove l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza risulta inadeguata, amplifica le difficoltà economiche dei nuclei familiari e mette a rischio la salute di oltre 2,1 milioni di famiglie in condizione di indigenza”, ha sottolineato.

“I cittadini hanno enormi difficoltà nel prenotare visite mediche e accertamenti strumentali,- aggiunge Simona Autunnali, tesoriere nazionale Snami – nonostante le richieste appropriate e secondo classi di urgenza dei medici di famiglia. Oramai quasi nessuna priorità impostata viene rispettata creando certamente disagi ai pazienti,notevoli ritardi nell’erogazione delle visite ritardando così le diagnosi dei medici di medicina generale. Paradossalmente sono sovente gli specialisti che richiedono una quantità enorme di esami virando verso una medicina difensiva esasperata. Pertanto bisogna garantire un migliore coordinamento tra i medici di medicina generale e gli specialisti, nonché una maggiore efficienza delle lista di attesa.”

“È necessario un intervento immediato- conclude Angelo Testa per garantire l’uguaglianza nell’accesso alle cure e per proteggere i più vulnerabili, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno, dove l’impatto sanitario, economico e sociale rischia di peggiorare ulteriormente una condizione di fragilità ed emarginazione.”

15 Aprile 2024

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