Stamina. Di Stefano (Omceo Brescia): “Nessun giudice può costringere un medico ad applicare terapia alla quale non crede”

Stamina. Di Stefano (Omceo Brescia): “Nessun giudice può costringere un medico ad applicare terapia alla quale non crede”

Stamina. Di Stefano (Omceo Brescia): “Nessun giudice può costringere un medico ad applicare terapia alla quale non crede”
Lo ha detto nel corso del ciclo di seminari della Scuola di etica pubblica promosso dall’Omceo di Bari: "Nessun giudice può costringere un medico ad applicare una terapia alla quale non crede, perché in base al codice deontologico il medico deve operare solo in base a scienza e coscienza".

Autonomia e responsabilità: sono questi i due concetti al centro dell’incontro che si è tenuto presso l’Hotel Parco dei Principi di Bari. Si tratta di uno dei seminari organizzati dalla Scuola di Etica Pubblica, istituita dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Bari in collaborazione con l’Associazione “Cercasi un fine”, diretta da Don Rocco D’Ambrosio e rivolta agli iscritti dell’Ordine.

La Scuola di Etica Pubblica mira a fornire a medici e operatori sanitari gli strumenti per riscoprire il senso etico della professione e ad affrontare, in un settore caratterizzato da ampi risvolti di natura pubblica, nuove questioni deontologiche sollevate dalle innovazioni scientifiche e tecnologiche.
Relatore di questo terzo incontro, intitolato ‘Autonomia e Responsabilità. Da chi dipende il medico’, è stato Ottaviano Di Stefano, che come Presidente dell’Ordine dei Medici della Provincia di Brescia ha vissuto in prima persona il caso Stamina. Senza entrare nel merito della vicenda sulla quale è in corso un processo, Di Stefano ha sottolineato come il medico, di fronte alla rivoluzione della conoscenza debba mantenere la propria autonomia attraverso un rapporto con il paziente che si evolve, ma rimane basato sulla fiducia e sul dialogo.

"Nessun giudice può costringere un medico ad applicare una terapia alla quale non crede, perché in base al codice deontologico il medico deve operare solo in base a scienza e coscienza, attenendosi alle regole di responsabilità stabilite dalla comunità professionale cui appartiene. Il legislatore non si può occupare di terapia, perché quest’ultima è in continua evoluzione. Pertanto, la valutazione nello specifico della terapia e della sua evoluzione spetta solo al professionista”.

Uno dei problemi più rilevanti che i medici attualmente devono affrontare è la mancanza di tempo clinico, ovvero tempo da dedicare al paziente. Secondo una ricerca americana, per rispettare tutte le linee guida del sistema sanitario attuale un medico di base dovrebbe trascorrere in studio 22 ore al giorno. Per recuperare tempo occorre ripensare l’attività e l’organizzazione della medicina di base, attraverso studi associati e la collaborazione con altre figure professionali, che possono farsi carico di alcune attività. “L’integrazione con le altre professioni sanitarie è del resto il punto centrale di tutta la riorganizzazione del sistema sanitario, con uno spostamento dei pazienti cronici dagli ospedali al territorio e la nascita si strutture di integrazione tra nosocomi e medici di base”.

Ma uno dei punti importanti su cui ha insistito Di Stefano è proprio l’importanza di recuperare il rapporto con il paziente: il rapporto tra curanti e curati si è fatto via via sempre più tecnologico tendendo a sovrapporsi o addirittura a sostituire l’accostamento umano, umanologico, del medico al paziente. Un cattivo rapporto medico-paziente è dannoso sia per il paziente che per il medico, perché induce alla crescita delle cause per malpractice e al ricorso alla medicina difensiva, che non tutela il diritto alla salute. Paziente e medico devono quindi incontrarsi alla pari, portando conoscenze diverse, esigenze, preoccupazioni, e forza di attrazione “gravitazionale" ma non rivendicando alcuna posizione di centralità.

“Come il nonno di Titta, il protagonista di Amarcord, che si perde nella nebbia, noi abbiamo smarrito la gentilezza” ha concluso Di Stefano.
 

01 Aprile 2015

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