Tar. Vietata l’insegna con la croce verde nelle Parafarmacie

Tar. Vietata l’insegna con la croce verde nelle Parafarmacie

Tar. Vietata l’insegna con la croce verde nelle Parafarmacie
Con la sentenza del 13 giugno 2011, il Tar Calabria ha ribadito che, secondo la legge, “l'uso della denominazione: ‘farmacia’ e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere". L'uso da parte delle parafarmacie è dunque illegittimo e il Comune di competenza ha "l’obbligo di ordinarne la rimozione".

Le parafarmacie non possono mettere l'insegna con la croce verde. E se questo accade, il Comune dove ha sede la parafarmacia ha l'obbligo di rimuovere l'insegna. E' quanto sostiene la sentenza del Tar Calabria – sezione di Catanzaro – n. 900 del 13 giugno 2011 che ha dichiarato illegittimo l'uso della croce verde da parte delle parafarmacie.
I giudici ricordano infatti che l'art. 5 del dlgs. n. 153 del 2009 prevede che "al fine di consentire ai cittadini un'immediata identificazione delle farmacie operanti nell'ambito del Servizio sanitario nazionale, l'uso della denominazione: 'farmacia' e della croce di colore verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, è riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere". La norma contempla, pertanto, il diritto di utilizzo di quella specifica tipologie di insegna soltanto alle farmacie. Di conseguenza, ogni altro uso è illegittimo, compreso quello da parte delle parafarmacie.
Ma vi è di più. Il Comune, secondo il Tar, ha l'obbligo di vietare l'impiego illegittimo di quel simbolo e dunque di ordinare la rimozione sia in ragione del dovere di vigilanza nella fase di attuazione dell'autorizzazione rilasciata all'esercizio della relativa attività, sia in ragione del dovere di reprimere tutte le forme di abusivismo nell'utilizzo di impianti pubblicitari.

Avv. Paolo Leopardi
 

20 Giugno 2011

© Riproduzione riservata

Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami
Case di Comunità. Per i medici di famiglia un compenso di 38,72 euro l’ora con turni di almeno 3 ore continuative. Arriva la firma sul contratto tra la Sisac e i sindacati Fimmg e Fmt. No di Smi e Snami

Con un’accelerazione della trattativa, arriva nella serata di oggi la firma dell'ipotesi di accordo sul contratto che regolamenta il lavoro dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità. A...

Decreto lavoro. Sanità privata e Rsa: Domani presidio dei sindacati contro “l’emendamento della vergogna” in voto al Senato
Decreto lavoro. Sanità privata e Rsa: Domani presidio dei sindacati contro “l’emendamento della vergogna” in voto al Senato

Scatta la protesta dei sindacati contro quello che definiscono “l’emendamento della vergogna”. Domani, mercoledì 24 giugno, dalle ore 11, le delegazioni di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp saranno...

Massofisioterapisti in piazza a Roma: “No allo smantellamento della professione, il Ministero apra un tavolo tecnico”
Massofisioterapisti in piazza a Roma: “No allo smantellamento della professione, il Ministero apra un tavolo tecnico”

Di fronte al totale e persistente silenzio istituzionale da parte del Ministero della salute, la categoria dei Massofisioterapisti rompe gli indugi e scende in piazza. Aimfo Associazione Italiana Massofisioterapisti, Fisioterapisti...

Il bonus bebè? Solo in farmacia comunale. Il Consiglio di Stato stronca la scelta del Comune: “Aiuto ingiustificato e concorrenza sleale”
Il bonus bebè? Solo in farmacia comunale. Il Consiglio di Stato stronca la scelta del Comune: “Aiuto ingiustificato e concorrenza sleale”

Un regalo di benvenuto ai nuovi nati, un gesto di attenzione verso le famiglie, un'idea di politica sociale. Sembrava tutto legittimo, nella delibera di una Giunta comunale che aveva istituito...