Test accesso in medicina generale. Anaao Giovani: “Rivedere la metodologia dei concorsi nazionali”

Test accesso in medicina generale. Anaao Giovani: “Rivedere la metodologia dei concorsi nazionali”

Test accesso in medicina generale. Anaao Giovani: “Rivedere la metodologia dei concorsi nazionali”
Per i giovani dell'Anaao le possibili irregolarità segnalate in questi giorni sui social network riportano alla luce il problema di come vengono condotti questi corsi. "Occorrono maggiori risorse umane per garantire la trasparenza ed evitare che, in mancanza di una bibliografia nota del ministero dell’istruzione, vengano diffusi quiz o domande, creando false aspettative".

"Il sospetto di irregolarità durante i test per specialistica in medicina generale riporta alla luce il problema più generale delle metodologie con cui vengono condotti i concorsi nazionali per le scuole di specializzazione". Questo il commento di Anaao Giovani alle possibili irregolarità nei test per la specialistica in medicina generale segnalate in questi giorni sui social network.

"Purtroppo – spiegano i giovani dell'Anaao – anche per il concorso di quest’anno per titoli, sede e quiz (110, di cui 70 per la prova generale, 30 per area e 10 per la specifica scuola) viene scelta una metodologia discutibile che mostra numerose ombre, facilmente identificabili: la scelta della scuola di specializzazione e della sede universitaria avviene prima della pubblicazione della graduatoria; i candidati non conoscono come sono suddivise le specialità per aree (medica, chirurgica e dei servizi); la valutazione comparata (riguardo ai titoli) del settore disciplinare cui si riferiscono l’esame o i singoli corsi integrati nelle diverse Università non eÌ omogenea e lascia spazio alla discrezionalità della commissione; il farraginoso scorrimento delle graduatorie che richiede diversi accessi informatici con possibilità di errori di valutazione da parte dei candidati, in particolare quando si parla di “posizione utile” su graduatorie di piuÌ scuole; la contestuale presenza di contratti di formazione regionali assegnati a determinate Regioni (nelle quali si eÌ studiato) che possono comportare se non segnalati, scelte di sedi o specialità universitarie non desiderate e a prescindere dal punteggio; la sicurezza del concorso telematico in cui si identifica il candidato con il codice fiscale; il possibile appalto a “società esterne” per le prove concorsuali con il rischio di “aumentare” le fughe di notizie".

"Occorrono quindi – conclude la nota – maggiori risorse umane e finanziarie sia per superare queste criticità che per garantire la trasparenza ed evitare che in mancanza di una bibliografia nota del ministero dell’istruzione vengano diffusi quiz o domande aperte, creando false aspettative nei giovani".

19 Settembre 2014

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