Università. Udu: “A Medicina 707 posti liberi per 5.900 studenti in attesa, la riforma è un caos”

Università. Udu: “A Medicina 707 posti liberi per 5.900 studenti in attesa, la riforma è un caos”

Università. Udu: “A Medicina 707 posti liberi per 5.900 studenti in attesa, la riforma è un caos”

L'Udu denuncia il caos nella fase di scorrimento del test di Medicina: migliaia di esclusi nonostante posti liberi, manca trasparenza sulle sedi e molti studenti scopriranno dove andare il giorno prima dell'esame.

“Oggi si è avviata la seconda fase di scorrimento della graduatoria del semestre filtro” di Medicina, “generando una nuova ondata di caos per studentesse e studenti iscritti: il 4% dei posti risulta ancora libero, con migliaia di studenti esclusi dalla graduatoria. Manca totale trasparenza su questi posti disponibili e alcuni dati sono emblematici: oltre 100 posti liberi alla Sapienza dimostrano come la formazione della graduatoria non segua alcuna logica. Molti studenti che avevano indicato determinati atenei non hanno ancora potuto iscriversi, subendo ritardi nel recupero dei crediti formativi, che in alcuni casi iniziano già dalla prossima settimana. In diversi casi gli studenti scopriranno la propria sede il giorno prima dell’esame, una situazione surreale che costringerà molti a spostarsi improvvisamente da un capo all’altro del Paese”.

Così in una nota l’Udu, l’Unione degli universitari.

“Allarmante – sottolinea – anche il dato di Tirana, con oltre il 55% di rinunce, a conferma di un problema strutturale. Non si tratta solo di tassazione, nonostante il tentativo di equiparare la contribuzione a quella italiana, ma del fatto che trasferirsi in un altro Stato per proseguire gli studi è una richiesta insostenibile per molti studenti”.

“Ci aspettiamo chiarezza dalla ministra Bernini, che non ha ancora fatto un passo indietro su una riforma disastrosa, continuando a difendere delle scelte dannose e le cui conseguenze sono evidenti ormai a tutti. Giocare con il futuro degli studenti è qualcosa che non possiamo accettare: la ministra ha più volte dichiarato che sarebbe rientrato in graduatoria anche chi avesse avuto una sola sufficienza, questo non è accaduto”, spiega ancora l’Udu. “Il ricorso collettivo – conclude – resta l’unico strumento per tentare di ristabilire una parvenza di normalità: ancora una volta le responsabilità politiche ricadono sugli studenti, che ci troviamo a tutelare di fronte a una situazione intollerabile”.

16 Gennaio 2026

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