Verso le elezioni. Le richieste degli Oss ai partiti: “Revisione profilo, nuovo percorso formativo, aumenti economici e contratto unico”

Verso le elezioni. Le richieste degli Oss ai partiti: “Revisione profilo, nuovo percorso formativo, aumenti economici e contratto unico”

Verso le elezioni. Le richieste degli Oss ai partiti: “Revisione profilo, nuovo percorso formativo, aumenti economici e contratto unico”
Le richieste riassunte in otto punti programmatici contenuti in una lettera aperta della Federazione delle professioni sanitarie e socio sanitarie MIGEP inviata alle forze politiche. LA LETTERA.

In vista delle prossime elezioni politiche la Federazione delle professioni sanitarie e socio sanitarie MIGEP ha indicato in una lettera aperta i seguenti otto obiettivi sui quali chiede l’impegno delle diverse forze politiche:

1) Una revisione del profilo dell’Operatore Socio-Sanitario (fermo al 2001) e un nuovo accordo Stato-Regioni che garantisca una uniformità normativa tra gli OSS delle varie regioni.

2) Un nuovo percorso formativo con il conseguimento di un diploma (sul modello Europeo) di 1500 ore attraverso istituti socio sanitari

3) il riconoscimento in tutti i comparti (pubblici e privati) nel ruolo socio Sanitario e nell’area socio sanitario degli OSS e non solo tecnico o di interesse Socio-sanitario

4) Una formazione obbligatoria e continua di aggiornamento (sul modello degli ECM), per garantire il più alto possibile livello di assistenza

5) Un registro nazionale obbligatorio degli OSS, a tutela e difesa della professione

6) Un adeguamento retributivo ed economico per la categoria degli OSS

7) una modernizzazione di una nuova figura intermedia tra l’oss e l’infermiere.

8) un contratto unico (uguale pubblico e privato)

Nella lettera il Migep sottolinea poi come la riforma dell’assistenza territoriale nell’ambito del Pnrr “non facilita e non aiuta questa figura che si occupa delle cure assistenziali verso pazienti e cittadini”.

“La riforma – si legge nella lettera – si rivolge verso molti attori, ma dimentica questa professione. Nessuno ha affrontato le reali necessità, le priorità, funzioni e su quali settori intervenire. Bisogna riempire tale strutture con cure vere e personale qualificato, con una serie di servizi ai cittadini di qualità, e il numero adeguato di personale per la complessità assistenziale. Dobbiamo portare avanti le nostre qualità migliori, i modelli che funzionano meglio, dobbiamo trovare il coraggio di fare, senza interpretare termini e terminologie poco significative”.

01 Settembre 2022

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