A ogni professione il “suo” camice

A ogni professione il “suo” camice

A ogni professione il “suo” camice

Gentile Direttore,
i medici ospedalieri da tempo immemorabile hanno una propria divisa immediatamente identificabile: il camice bianco. Talora li vediamo in verde (sala operatoria) o in blu (terapia intensiva), ma nella stragrande maggioranza dei casi (reparto e ambulatorio) li identifichiamo con la metonimia “i camici bianchi” per eccellenza.
 
Nonostante qualche dirigente amministrativo in camice bianco. E nonostante quel mattacchione di Patch Adams, che indossava il camice dei macellai per burla.
 
Passiamo in rassegna le altre figure sanitarie. 
Chi saprebbe identificare senza fallo un OSS, un tecnico di radiologia o di laboratorio o un’ostetrica o uno studente tirocinante nel corridoio di una realtà sanitaria diversa dalla propria?
 
I colori delle divise, nonostante lodevoli tentativi di uniformarle, sono davvero eterogenei. 
 
In una Asl dove ovunque il bordino azzurro designa l’infermiere, ho trovato con sorpresa un istituto dove gli infermieri avevano il bordino rosso. “Quanti coordinatori!” – pensai, abituato a vedere in rosso i coordinatori infermieristici!
 
Non c’è da stupirsi se accade che un infermiere incolpevole venga convocato per una segnalazione di un cittadino. “Era vestito di bianco e nel fare le cure igieniche etc etc” – e poi si scopre che era sì vestito di bianco, ma aveva il colletto degli OSS. Che però nella ASL di provenienza del paziente qualifica appunto l’infermiere. Ma può accadere anche il contrario. Vallo a far capire prima! 
 
Già le confusioni sono molte, e comunque i cartelli che spiegano i ruoli sono davvero ignorati o dimenticati.
 
Identificarsi individualmente è un dovere che si assolve indossando il cartellino identificativo: non si discute. 
 
Il vero problema resta l’identificazione dei ruoli a colpo d’occhio. 
Nel servizio di emergenza territoriale, con composizioni che variano, troviamo coinvolti almeno 4 o 5 ruoli. Medico, Infermiere, Autista, Soccorritore, Volontario del soccorso….
 
Ora, a molti sarà capitato di notare che in una stessa regione esistono, da provincia a provincia, notevoli differenze. Arancione, Blu, Rosso, Verde….un tempo esisteva la figura in bianco con tanto di cappellino, ben documentata nei film di 40 anni fa. Ma era ancora l’epoca delle infermiere col velo, per intenderci. 
 
Per l’utenza è già difficile capire chi è il medico o l’autista o l’infermiere o il volontario soccorritore: pochi si soffermano a leggere le targhette colorate sulla divisa. Chi parla per primo, magari con proprietà di linguaggio (semplicemente chiamando le parti anatomiche col loro nome…) diventa automaticamente “dottore” o “dottoressa”.
 
Inciso: se c’è un uomo e una donna sulla scena del soccorso, spesso il “dottore” è l’uomo e la donna diventa “infermiera” secondo uno schema ottocentesco. Poi si rivela l’esatto opposto, con imbarazzo. 
 
Nelle maxiemergenze, confluiscono realtà operative sanitarie diverse. I ruoli sanitari in parte si sovrappongono per necessità. E i colori sono tanti. A chi ci si rivolge?
 
Forze armate e vigili del fuoco hanno divise e ruoli inequivocabili. Questo è chiaro. Addirittura, i vigili del fuoco hanno la stesse divisa in moltissimi Paesi del mondo. 
 
Come mai i sanitari no? Siamo un Paese pieno di fantasia. A scapito della chiarezza. 
 
Sembra di essere fermi al XVI secolo: Cuius Regio, Eius Religio.
 
Ivan Favarin
Infermiere. 

08 Ottobre 2017

© Riproduzione riservata

Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria
Tempo di bilancio: questo l’infausto costo del personale della ricerca sanitaria

Gentile Direttore, mentre nelle aule parlamentari si discute di capitoli di spesa, decimali di PIL e tabelle contabili della Manovra 2027, c’è un comparto del nostro Servizio Sanitario Nazionale che...

La medicina tecnologica malata di tecnologia
La medicina tecnologica malata di tecnologia

Gentile Direttore,la tecnologia permette di guarire e curare meglio molti malati con terapie impensabili fino a qualche decennio fa. Nello stesso tempo può rendere malate molte persone sane o con...

Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza
Parliamo di patologie psichiatriche gravi e violenza

Gentile Direttore, È importante tornare sulla questione della possibile violenza di persone con patologie psichiatriche gravi, spesso riproposta dalle cronache dei giornali. È infatti un ambito che ci chiarisce in...

Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure
Teleradiologia, innovare sì. Ma senza scorciatoie sulla sicurezza delle cure

Gentile Direttore, il 15 ottobre si è conclusa la consultazione promossa da Agenas sulla bozza del “Documento di Indirizzo per lo sviluppo e la gestione della Teleradiologia”. Un’iniziativa importante, che...