Anche per la Covid-19 possono servire le Cure Palliative

Anche per la Covid-19 possono servire le Cure Palliative

Anche per la Covid-19 possono servire le Cure Palliative

Gentile direttore,
va anzitutto premesso che le Cure Palliative, a dispetto del nome che spesso le fa qualificare erroneamente come “inutili”, sono invece fondamentalmente “Cure Sintomatologiche”, rivolte al sollievo di tutte le sintomatologie importanti presenti in qualunque fase di ogni malattia e quindi non solo nelle fasi finali.
 
In una fase, le Cure Palliative, unitamente alla Terapia del Dolore quando tale sintomo è preminente, hanno l’intento di migliorare per quanto possibile la qualità di vita in ogni fase di ogni grave evento patologico.
 
Fra i sintomi principali, per i quali da tempo si impegnano le Cure Palliative, oltre al dolore, vi è proprio la dispnea, ovvero quella sensazione di fame d’aria che purtroppo è presente in tutte le gravi patologie coinvolgenti a vario titolo il polmone e le vie aeree, tanto più se accompagnate da protratta insufficienza respiratoria, come accade proprio anche nell’attuale emergenza pandemica di COVID-19.
 
Altri sintomi gravosi, per nulla secondari, con i quali le cure palliative si confrontano sempre, sono quelli correlati alle difficoltà del paziente (e dei familiari) nel vivere la malattia stessa e la sua evolutività, che si accompagna ad elevato distress e “sofferenza esistenziale” (espressa ad es da ansia, agitazione, delirium), con importante impatto sulla “tenuta psichica”, componente necessaria per affrontare al meglio la malattia stessa.
 
Il sollievo sintomatologico ed in particolare anche quello dispnoico, è teso a ridurre il più possibile la sofferenza percepita, contribuendo a limitare lo spreco delle già scarse risorse del malato nel soffrire, embricandosi però sinergicamente con le eventuali altre cure eziologicamente orientate in corso, in un quadro di simultaneous care, da valutare in relazione alla fase ed al tipo di malattia, con tutti gli specialisti coinvolti.
 
Quindi, nella lotta alla devastazione che sta producendo, in un numero considerevole di casi, la grave malattia COVID-19, sia nelle singole persone affette, che nelle famiglie e nella società intera, potrebbe essere utile, in aiuto aggiuntivo alla dedizione ed alta competenza degli operatori sanitari delle diverse branche già impegnati, cercare di mettere in campo in misura maggiormente diffusa, ulteriori trattamenti specialistici di palliazione della sofferenza.
 
La devastazione nei casi complicati, vi è già a partire dalle fasi evolutive di questa particolare patologia, oltre che poi, se la prognosi purtroppo diviene infausta, nella fase terminale, che giungendo in piena consapevolezza in maniera repentina, è in questo caso più difficoltosa da vivere di quanto accade in malattie prolungate (in esse l’evento infausto spesso è atteso da tempo).
 
Questi gravosi stati di sofferenza potrebbero essere almeno in parte maggiormente emendabili, anche con la presenza di cure palliative specialistiche, in ampliamento a quanto sta attuando il personale sanitario che attualmente già si prodiga senza riserve anche rischiando la propria vita.
 
Marco Ceresa
Medico

 

24 Marzo 2020

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